ROMA  CRONO-STORIA


1053 anni di storia (753 a.C. - 476 d.C.) anno per anno
 

Antecedenti

20.000 a.C. - La documentazione archeologica consente di iniziare il racconto della nascita di Roma fin dal periodo arcaico, quando una razza indoeuropea presente sulla penisola, inizia a modellare la base dei popoli considerati italici.
* Proveniente da una migrazione iniziata in Puglia circa 34.000 anni fa - risalendo la penisola, alcuni gruppi si distribuirono nel primo periodo in tre aree. Una di queste occupò il centro della penisola. Le testimonianze ci giungono da alcuni reperti dell'Uomo del Circeo, dove qui rispetto ad altre regioni, l'industria mesolitica acquisterà una fisionomia molto particolare dovuta all'utilizzazione quale materia prima, di piccoli ciottoli. (Cultura Aurignaciana Circeiana)
Sono popolazioni con piccoli insediamenti sparsi, in prevalenza sugli altopiani tra il Lazio e l'Abruzzo, dove si alterneranno in circa 8000 anni, 320 generazioni, all'incirca fino al ....


12.000 a.C.
- ....quando per le mutate condizioni climatiche sulla penisola comincerà a diradarsi la grande selvaggina. Saranno costretti questi gruppi a spostarsi sulle coste divenendo sempre più terramaricoli; avviandosi in questo modo verso un sistema di vita praticamente sedentario pur rimanendo dei cacciatori. In prossimità del mare o di alcuni laghi, faranno le prime esperienze della raccolta dei molluschi e dei volatili. Una attività economica che per necessità alimentare divenne, soprattutto negli insediamenti costieri, una economia dominante per 9 millenni, divisi in due periodi di 3000 e 6000 anni; quindi circa 120 e 240 generazioni.

9.000 - 3000 a.C.
- Questa seconda fase corrisponde al periodo che coincide con lo sviluppo della cultura Villanoviana sugli Appennini tosco-emiliani e Romanelliana,  sudoriginaria della punta estrema della penisola, in Puglia, ma perdurata in Abruzzo e nel Lazio fino all'arrivo - sempre dalle Puglie,verso il 3000 a.C.- dei primi provetti proto-agricoltori del periodo italico del Neolitico.
* Negli insediamenti, dalle grotte - spesso anche decorate - si passa alle prime costruzioni di capanne con pali, poi in pietra, non isolate ma spesso vicine, dando origine alla formazione dei primi villaggi arcaici. Nel tavoliere pugliese ne sono stati individuati più di mille di questi insediamenti fissi; può essere considerato il primo stadio di una civiltà urbana con forti influssi della civiltà orientale visto che troviamo i primi villaggi molto simili, cioè squadrati, e in alcuni con il confine con muri attorno come fortificazioni; fino allora in queste zone un genere di villaggi e tipo di abitazioni del tutto sconoscute.

* Che l'insediamento sia diventato in parte sedentario, ci sono le testimonianze di una intensa cultura romanelliana ("lavori fatti casa") dove troviamo grattatoi, bulini poliedrici, punte a lama con dorso abbattuto, punte a triangolo, microbulini, e uno sterminato microlitismo di buona fattura. Sono presenti punteruoli, zagaglie, tubi per colore fatti in osso, e sugli stessi, usati per tanti usi, raffigurazioni incise in vari stili. Tutto denota che hanno più tempo a disposizione, acquisiscono abilità nell'eseguire questi lavori,  ed esprimono  anche una certa creatività.


3000 - 2000 a.C.
- E' l'inizio di un periodo in cui sopraggiungono in Europa intense migrazioni di popolazioni delle grandi civiltà orientali che cambiano nel corso di un breve periodo la fisionomia delle popolazioni su tutta la penisola italica. Le direttrici verso l'Italia sono due. distinte in due periodi. Verso il 2000 a. C. da est e dal centroeuropa danubiano scendono in Italia numerosi gruppi indoeuropei già provenienti dall'area balcanica (foci del Danubio,Mar Nero), mentre circa un millennio dopo, da Sud, dal mare, risalgono le coste italiche altri gruppi di indoeuropei, anche se quest'ultime sono molto diverse dalle prime come cultura: provengono da diverse aree: dall'Egeo, dall'Anatolia, e dalla costa libano-palestinese. Una popolazione con una organizzazione socio-politica molto differente dai primi gruppi pur affini etnicamente; e se da un lato sono più evolute intellettualmente, dall'altro, dentro queste società, politicamente sono già nate da circa due millenni, nei loro rispettivi paesi di provenienza le prime lotte intestine per le espansioni e le contese territoriali, che hanno già provocato la formazione o la distruzione di imperi con alle spalle già due millenni di civiltà con una corrispondente organizzazione politica. (Sumeri, Akkadi, Babilonesi, Cassiti, Assiri, Ittiti, e solo molto limitati Egiziani. Questi pur insediati su un immenso territorio fluviale e con davanti il Mediterraneo non hanno la vocazione nè della navigazione nè della emigrazione.

In varie ondate i primi (i danubiani, palafitticoli) iniziarono a scendere nella pianura Padana espandendosi soprattutto nel Veneto, poi negli Appennini Bolognesi, dopo fino al Lazio; mentre i secondi, toccate le prime coste italiche, la Puglia, la Sicilia, la Calabria, la Sardegna, con consistenti gruppi la penisola la risalirono più tardi, navigando nel Tirreno, insediandosi in Umbria e in Toscana. Subito dopo, circa uno due secoli seguiti da una seconda ondata migratoria, sempre dall'Egeo, nelle regioni meridionali.
Ma ritorniamo al 1500 e ai palafitticoli.


1500 a.C.
- A Nord della penisola, molto prima dell'età del bronzo (2500-1500 a.C.) sulle colline pedemontane delle Alpi, compaiono in Italia insediamenti di un popolo con le prime abitazioni su palafitte. Inizialmente sui laghi occidentali a nord delle Alpi, poi nell'arco di cinquecento anni si insediano anche nei  laghi prealpini. Questi ultimi si stabilirono inizialmente sul lago di Garda (nel vicino Lago di Ledro ci sono ancora i resti di un intero villaggio su palafitte!), successivamente si estesero nei dintorni fino a raggiungere  il lago di Viverone nel vercellese, ma soprattutto nelle zone di Peschiera, in Val Camonica, a Mantova e nella laguna Veneta in particolare. In quest'ultima regione, l'uomo palafitticolo per motivi che non conosciamo (forse climatici) abbandona la fascia prealpina e vi trova un rifugio; ed è l'unico territorio dove non "ha mai smesso" di dimorare e di esercitare per 3500 anni, senza interruzione fino ai nostri giorni, l'arte della palafitticultura: nella laguna, a Venezia! (che é poi l'origine di un isolamento nei secoli successivi, favorendo la nascita di una mentalità molto individualista) (Vedi Storia di Venezia)
 

Infatti, gli abitanti di questa ricca cultura palafitticola (Polada) verso il 1200 a.C. improvvisamente abbandonano la Pianura Padana e incominciano a scendere la penisola, contribuendo non poco a rinvigorire la Civiltà Appenninica villanoviana autoctona e tutte le altre presenti sulla dorsale appenninica. Portandovi non solo questo particolare tipo di costruzione (detta cultura terramare, villaggi con solide case rettangolari a struttura lignea) ma anche la loro particolare cultura, rivoluzionaria! Il distacco tecnologico della cultura palafitticola con il resto della penisola era molto marcato come vedremo. Ma proprio per questo resta un mistero questa improvvisa scomparsa di insediamenti stabili della terramare e delle palafitte nella zona a nord del Po. Territorio che si spopola e inizia a scendere in questo periodo (1200-1000) a sud del Po provocando un grande mutamento nel quadro dell'Italia protostorica. Assistiamo a un duplice fenomeno: a una grande unificazione culturale (Es. la ceramica con le stesse caratteristiche la si ritrova subito dopo da un capo all'altro della penisola) e alla improvvisa nascita di culture regionali,  che pur grande debitrici a quella sopraggiunta, come se possedesse una creatività e una ingegnosità latente da millenni, esplode e diventa subito distinta, con caratteri propri. 

Ma il fattore più importante è che i portatori di questa cultura detta dei campi di urne,  hanno una notevole organizzazione socio-politica. E' una società più articolata, non é più patriarcale (con a capo il vecchio saggio della civiltà contadina) ma è già presente al suo interno una netta distinzione fra contadini, addetti all'artigianato, al commercio e addetti alla difesa. Uno dei maggiori centri di questi ex palafitticoli dopo la fuga dai laghi prealpini sorgerà a Este (cultura atestina). Un centro in cui si forma una vera civiltà urbana generando una singolare cultura aristocratica cittadina, nella penisola in questo periodo ancora sconosciuta. Ed é forse la prima in Italia. L'influenza di queste istituzioni si faranno subito sentire quando a questi popoli, quasi contemporaneamente si affiancheranno subito altri provenienti da sud: etruschi e greci, però più chiusi verso le popolazioni locali, con un tipo esclusivo di politica all'interno della loro società,  con la vocazione a non  integrarle queste popolazioni locali, ma semmai indirizzati a esercitare una posizione di forte predominio colonialista. Si comportano insomma come dei padroni ignorando del tutto gli indigeni, o al limite li aggregano come servi.

I primi hanno più disponibilità a coordinare le proprie azioni mantenendo a un livello tollerabile i conflitti, quindi riuscendo a fare delle fusioni con le popolazioni con cui vengono a contatto, mentre i secondi operano con una discriminazione, sono esclusi i locali dalla partecipazione alla vita politica e civile. Gli insediamenti sono tipicamente colonialisti senza riguardo
(Vedi Storia degli Etruschi)


Questo fenomeno non è di passaggio ma permanente e determinante per il futuro della penisola. In Italia nel corso dei successivi secoli interverranno molti cambiamenti nei confini, ma la struttura regionale di molte culture locali non subirà d'ora in avanti più nessun cambiamento. Alcune linee si delineano in una forma permanente; nella cultura, nella etnia, nel linguaggio. Immutabile anche nelle piccole cose, negli utensili, nelle ceramiche, nelle decorazioni, e se si ha occasione di osservare, perfino nell'agricoltura scopriamo ancora oggi che i covoni di fieno nel Friuli, nella Valle Padana, in Toscana, nel Lazio o nelle Puglie hanno uno stile del tutto diverso. Per non parlare di certi rituali del mondo agricolo; anche questi nascono tutti in questo periodo, molto singolari, e sono sopravvissuti nelle varie regioni. Per rintracciarne la provenienza, le origini o la nascita indigena, il miglior testo mondiale resta il "Ramo d' Oro" di Frazer; sono ampiamente riportati i collegamenti con altri paesi e le comparazioni temporali,  con lontane località di cui si erano perse le tracce storiche o se ne ignorava perfino l'esistenza (i Fenici ad esempio abbiamo riscoperto la loro esistenza da nemmeno due secoli. Mentre Robert Musil scaraventato nella prima guerra mondiale in un piccolo isolato paese del Trentino, a Palù, dove parlavano una strana lingua, sconosciuta a tutti, arcaica, germanica;  dagli oggetti che usavano i contadini, risalì alla loro ignota provenienza; una migrazione dall'alto Reno ai tempi di Druso).

* Queste popolazioni palafitticole del 1500 a.C. coltivavano grano, canapa, legumi, frutti, e hanno già una buona conoscenza della vite (ricavando perfino un distillato); già presente perfino la tessitura del lino; molti pugnali e asce in bronzo (i primi apparsi in Italia) di eccellente fattura (Quello di "Peschiera" ha la stessa foggia di uno rinvenuto nella "Casa del Mercante d'Olio" a Micene rinvenuto  in una tomba del 1500 a. C.. Possiamo così dunque intuire da dove provenivano). Ma lo straordinario è che si prendevano già cura degli animali; oltre ai cani gatti e pollame, allevavano cavalli (i primi in Italia), asini, buoi, porci, capre e pecore. Ricavavano in questo modo il ricco fabbisogno alimentare, che non dipendeva più (già da un millennio) da una intensa attività di caccia; infatti, le dispendiose energie, nell'esercitarla infruttuosamente perchè scarsa, furono per necessità tutte riversate nelle attività agricolo pastorale, e nell'artigianato, e iniziarono a formare in tal modo dei veri e propri villaggi, con gli abitanti diversificati nelle varie occupazioni e quindi con una ordinata gerarchia nei compiti.
Interessanti e preziose sono le testimonianze al
Museo palafitticolo di Ledro. Merita un viaggio per chi vuole conoscere gli albori della civiltà sviluppatasi nella penisola italiana, circa 600-800 anni prima dell'arrivo degli etruschi e dei greci. E in una forma del tutto autonoma, anche se le radici di entrambe sono sempre del basso Danubio-Mar Nero. Questo è confermato dagli utensili, dalla ceramica, ma soprattutto dalla fusione dei metalli, e per lo stile di vita, decisamente superiore ad ogni altro gruppo presente in questo periodo sulla penisola fino al fatidico anno 1000 a.C.

* A Sud quasi contemporaneamente, numerose migrazioni in ordine sparso di altri indoeuropei stanno risalendo via mare le coste della penisola. Sono strettamente imparentati con i primi, ma scissi in epoca remota (forse da 2000 anni e più); sono quindi lontani dalla loro cultura linguistica, ma hanno le stesse conoscenze, anche più raffinate e molto maggiori sulla cultura dei materiali. Entrambi i due gruppi hanno avuto uno sviluppo diverso, anche se provengono dallo stesso ambiente, individuato sul Mar Nero, nella Tracia  o comunque vicini agli epicentri della civiltà anatolica-iranica.
Da considerare che il "balzo" degli etruschi e poi dei greci avvenne via mare, quasi improvviso, in pochi settimane di navigazione, quindi un immediato insediamento in luoghi con culture ancora arcaiche. Mentre gli altri, danubiani, con varie tappe via terra, risalendo dal Mar Nero il Danubio, hanno impiegato diverse centinaia d'anni (le testimonianze dei reperti parlano di circa 1500-2000 anni) per arrivare poi -provenienti da nord e da est- nella Pianura Padana, poi in seguito gradualmente sull'Emilia, infine sull'Umbria e il Lazio.

* La fusione di questi due gruppi (sull'intera dorsale appenninica) contribuirono in qualche modo - ma possiamo dire anche in fortissima misura - a dare il proprio carattere al Lazio se non proprio etniche politiche, tecnologiche, agricole come vedremo in seguito. Dalle modeste condizione di abitanti in arcaici villaggi neolitici, rimasti, come del resto gli altri sulla penisola, esclusi da alcuni millenni dai grandi eventi che invece accadevano dall'Iran all'Egitto, presto, prestissimo, nell'arco di trecento anni il genio di questo popolo residente in zona, di cui conosciamo del periodo mesolitico e neolitico quasi nulla, recupera terreno, si affianca alle altre civiltà, assorbe da queste ogni realtà oggettiva e singolari concetti, e dopo altri trecento anni si innalza verso tutti gli altri alla suprema autorità di un impero ecumenico.
Ma abbiamo corso troppo; ritorniamo al.....


1000 - 800 a.C.
- Prime spedizioni di Etruschi in Italia. Le fonti egiziane menzionano minacciosi popoli del mare (i Dori), fra i quali i Trs.w, ossia secondo una vocalizzazione del testo consonantico egiziano dei geroglifici, sono i Tyrsènoi (Tirreni), che infestavano l' Egeo come pirati, sia in mare che sulle coste.
* Erodoto già a conoscenza di una teoria diffusissima e già antica, scrivendo nel 450 a.C. sull'origine degli Etruschi, riconnette questo popolo con la Lidia. Una singolare popolazione emigrata per una grave carestia in epoca mitica. Di altre storie ce ne sono tante altre, tutte poco attendibili. Oggi abbiamo l'archeologia! E perfino i documenti!

* In effetti oggi sappiamo che c'era ben altro sul mar Egeo e in Anatolia. L'impero Ittita era stato sconvolto ed era in piena decadenza sotto gli Assiri; nel 1190 a.C. con la distruzione di Hàttusas questo popolo era scomparso del tutto (perfino dagli storici greci, fino al 1900 d.C. quando inizieremo a decifrare le lingue antiche e scopriremo intere biblioteche di tavolette); mentre a Babilonia la fine dei Sumeri era avvenuta pochi decenni prima. Una "rivoluzione" traumatica di civiltà su tutto il Medio Oriente. Altrettanto nel mar Egeo; l'invasione di sconosciuti popoli mise fine nell'arco di un secolo a tutte le antiche civiltà.
* Come se non bastasse, contemporaneamente o subito dopo, una grande peste colpì sia la Frigia che la Lidia. E in un territorio dove non c'era altro che morte e più nessuna speranza di sopravvivere se non come schiavi o servi, chi aveva a disposizione navi emigrò in lungo e in largo nel Mediterraneo. Alcuni si diedero alla pirateria (le cronache egizie sono piene) mentre altri si misero a cercare terre da colonizzare. Nelle immediate vicinanze distrussero e rifondarono alcune città; mentre altri approdarono in Grecia, nel Peloponneso, a Troia, e nelle varie isole greche, spazzando via ogni cosa e insediandosi con una autorità molto diversa dalle precedenti, che modificò non solo il territorio, ma l' economia non ancora a vocazione commerciale; trasformò la società ancora primitiva; cambiò la religione ancora animistica e demonistica con il mondo degli dei; contribuì al successivo sviluppo della coscienza politica greca.

* Uno di questi gruppi con una flotta comandata da un capo spedizione proprio con il nome ricordato dagli egiziani:Tyrsènoi , abbandona le acque dell'Egeo (tocca senza dubbio qualche città dei Fenici, allora dominatori del Mediterraneo, con punti d'appoggio già in Sardegna, a Sulci, a Cagliari a Tharros) poi doppiata la Sicilia risale quel mare a cui da' il suo nome: Tirreno. Indubbiamente dopo varie esplorazioni e vari attracchi lungo le coste, conoscendo questa popolazioni molto bene il minerale ferro (infatti provengono da un territorio ittita) si stanziarono nelle colline metallifere della Toscana. (Ma non dimentichiamo che la Sardegna è nel Tirreno, che la capitale della Lidia era all'epoca Sardi, che l'altare di Monte Accodi in Sardegna ricorda una ziqqurat mesopotamica, e che in alcuni nuraghi (Serra Ilixi, Sant'Antico) sono stati scoperti lingotti di rame di provenienza egea con segni dell'alfabeto Lineare A, quello che conoscevano gli etruschi. - La Sardegna era abitata già da 4000 anni, ma era rimasta sempre una civiltà molto chiusa verso l'esterno e lacerata al suo interno. Un duplice isolamento che ne limitò lo sviluppo. Non ci riuscirono i Fenici, i Cartaginesi, e appena Tirreno toccò terra, non gli rimase altro da fare che rimettersi in viaggio per un altra destinazione, non molto distante: L'isola d'Elba ferrifera, e le colline toscane metallifere. Quello che cercava! Ma forse a bordo si era preso qualche marinaio fenicio che conosceva molto bene i luoghi, sia quelli sardi che quelli toscani.(Questo primo insediamento è datato convenzionalmente nell' 830 a.C.)

Tirreno e compagni possiedono una ricca cultura, del tutto ignorata nell'Italia centrale a occidente. Conoscono benissimo l'agricoltura, l'allevamento stanziale; le attività artigianali della ceramica, quella del rame, del bronzo e del ferro; usano un calendario lunare mesopotamico; conoscono l'alfabeto Fenicio di Ugarit (il n.1). Hanno insomma tutte quelle conoscenze mutuate dalle civiltà orientali tutte in sfascio: la minoica, la cretese, la micenea, e la sumera che in questo periodo assieme agli ittiti e ai fenici, stanno entrambi scomparendo, non estinti, ma integrandosi sotto i nuovi padroni: gli Assiri in Anatolia e in Egitto e i Dori nell'Egeo.
E' una civiltà quella Etrusca che non solo si diffonde territorialmente in un modo abbastanza omogeneo dall'Appennino Tosco-Emiliano fino alla Campania, ma resta anch'essa influenzata dall'altra cultura che sta contemporaneamente scendendo dal Centroeuropa e sta affacciandosi anch'essa ai confini dell'Etruria, con le quali ha in comune una fiorente metallotecnica (che sappiamo ora) proveniente non da Hallstat, ma dal basso bacino danubiano (Indubbiamente entrata dalle Porte di Ferro, a Est di Belgrado, dove il Danubio scende verso il Mar Nero.
A Varna proprio sul Mar Nero, si stanno scoprendo ultimamente preziosi reperti che mettono in discussione tutte le altre teorie delle migrazioni del centro Europa, comprese quelle occasionali entrate dall'Adriatico in questo periodo. Ricordiamo inoltre che sui Balcani, a Karonovo e Gradesnica, sono state scoperte le famose Tavolette Tartarie. Un "giallo" nella datazione della scrittura. Queste tavolette sono datate 3500 anni a.C. e anticipano l'invenzione della scrittura fatta dai sumeri o egiziani (tutt'oggi contesa). Altrettanto un sigillo cilindrico in argilla come quello dei sumeri, trovato a Karanovo. Dunque a Varna (in questa contrada ancora senza storia) le ultime scoperte ci dicono che qui nel 4000 a.C. c'era un area culturale del tutto autonoma dalla Mesopotamia, dall'Egitto, e da Creta; addirittura le precede. Era già un centro di una civiltà universale; e le più recenti scoperte stanno confermando che l'origine della civiltà europea risiede senz'altro in Tracia, la vera culla dell'Europa. Tutta la storia scritta impostata sulla tradizione antica (storici come Erodoto, Tucidide, Timeo, Apollodoro) e la stessa storicità dei Dori diventerebbe tutta errata.
Paradossalmente é più esatta (leggendola attentamente) l'Iliade di Omero. Quando parla dell'eroe "trace" Reso, che ha un armatura e un cocchio tutto d'oro, il cavallo più bello del mondo e veloce come il vento; lo fa spuntare fuori come un mitico eroe di tempi remoti. Ma non sbagliava! Accenna a un trace, e proprio a Varna è stata scoperta una necropoli con oggetti (monili, scettri ecc. ) in puro oro a 24 carati, e una armilla a lamine d'oro, come quelle della maschera di Agamennone a Micene. Soltanto che il tutto è di 2000 anni prima della caduta di Troia, 1000 anni prima della colonizzazione della Grecia, dell' Argolide, dell'Attica, di Creta, della Tessalia, dell'Elide, dell'Illiria.
E sempre a Varna scopriamo che non solo 4000 anni a.C. si era sviluppata l'agricoltura e l'allevamento del bestiame, compreso il cavallo; ma che nasce quì la civiltà palafatticola; la ceramica a stile geometrico e a vivaci colori e le più antiche pitture su pareti intonacate (mille anni dopo comparvero a Creta); i primi lavori di tessitura del mondo; il culto del toro (che emergerà mille anni dopo sempre a Creta), che è diffusa già la metallurgia (il bronzo già noto nel terzo millennio a.C.) sincronica con quella vicina di Hacilar in Anatolia); comparsa di lucerne a triangolo equilatero; e che l'incenerazione dei morti era una consuetudine trace (i famosi popoli dei Campi d'Urne non provenivano dunque dal centro nord Europa, ma dal Mar Nero, da questa antica civiltà che stiamo scoprendo solo ora in Tracia!)

Del resto già Schliemann scoprì, e ne rimase molto sorpreso, che i distruttori di Troia, dovevano essere gli stessi che l'avevano fondata 1500 anni prima. Infatti nello strato I (il più antico) trovò moltissime espressioni della cultura balcanica: proprio quella dei Traci; stile nella costruzione di templi, architettura della casa,ornamenti, ceramica, monili in oro (e ignorava il tesoro di Varna scoperto solo nel 1973. Lo studioso Dimitar Dimitrov avanza l'ipotesi che i troiani siano da annoverare fra i primissimi emigranti traci in Asia Minore nordoccidentale che avrebbero attraversato con una precedente spedizione l'Ellesponto tra il IV e il III millennio a.C. . - E di questa data sono i primi palafitticoli nel centroeuropa e nelle Alpi (350 insediamenti palafitticoli; che in Tracia, nella zona dell'ultimo tratto del Danubio, erano presenti nel 4000 a.C., in una zona quasi identica a quella che presentava il Tevere nel 1000-800 a.C.

Sorprende anche che Dionisio (Bacco per i Romani - la vite era presente in Tracia nel 4000 a.C.) e Cibele (culti introdotti ufficialmente poi a Roma nel 205 d.C.) sono entrambi non di origine greca ma trace. Questi riti orgiastici, di vino e sesso, erano così comuni nei Traci (nel senso naturalistico) che in migliaia di monete, ancora nel V secolo a.C., sono raffigurati espliciti coiti in tante posizioni con enormi falli quasi sempre impugnati come un'arma. Da tempo le nuove espressione artistiche erano orientate alla virilità maschile, in reazione a quella femminile della Grande Madre. Infatti, nel 4000 a.C. in questi luoghi la rappresentazione simbolica della fertilità ha un singolare capovolgimento. Terminano le raffigurazioni femminili; le numerosi Veneri a grandi glutei e grosse mammelle che erano i simboli del culto della fertilità fino allora esaltato dentro una società tutta matriarcale. Del tutto giustificabile perchè prima l'uomo era impegnato nella caccia, mentre la donna curava la casa, il villaggio, l'educazione dei figli, e forse osservando la vegetazione attorno fu proprio lei a scoprire i segreti dell'agricoltura e a improvvisarsi preziosa coltivatrice e allevatrice di molti piccoli animali domestici che andavano a  riformare l'intera alimentazione del clan.
Termina dunque questa simbologia tutta femminile e compare nell'arte la figura maschile. L'uomo non più impegnato nella caccia, ma solo nella difesa del villaggio si è trasformato in un guerriero. Ha inizio cioè la società maschilista, con le nuove mansioni e doveri impartiti da numerose nuove strutture "politiche" del villaggio, incaricate d'ora in avanti solo a difenderlo il villaggio: cioè nascono i capi militari, funzionari, sacerdoti , fabbricanti di armi, strateghi della guerra. La caccia prima era per la sopravvivenza, con l'agricoltura e l'allevamento ora  passa in secondo piano. Probabilmente l'uomo ha cercato di riscattarsi dall'umiliazione, quando si è accorto che quelle poche cose che lui procurava -e non sempre- con la sua povera caccia, era solo un "secondo" piatto; e con le loro donne che allevavano piccoli e anche  molti piccoli animali domestici, non era nemmeno più quello, era un opzional. Proviamo a immaginare questi uomini,  che prima erano orgogliosi delle loro cacce, mentre ora si aggirano in casa sfaccendati e annoiati e forse perfino d'impiccio alle loro donne.

Tutta la mitologia greca, così i famosi tocchi magici dei loro dei nella creazione del grande "miracolo greco" é quindi da rivisitare. Dionisio era trace, e così suo padre Zeus. In lingua trace dio significa proprio zeus, e nysos significa giovinetto. Dunque, Dionisio é il giovinetto, figlio di Zeus. Dei che solo nell' VIII secolo cominciarono a penetrare in Grecia, quando i greci nei primi commerci scoprirono le sponde e le città trace del Mar Nero, e lì scoprirono il mondo degli dei traci; un riflesso della società cavalleresca trace che si presenta a loro come una aristocrazia celeste con tratti umani e una grande libertà morale. Una religione superiore che eclissò quella ancora aborigena com'era fino allora quella greca.

Così Apollo: viveva in Tracia 2000 anni prima di quello greco (ritrovato a Dupljaja nel Banato). Ad Apollonia sul Mar Nero (allora Trace) fondata nel V sec. proprio  i greci eressero una statua ad Apollo alta tredici metri (scultore Calamide) ma era in onore del dio trace affinché proteggesse la Grecia. Lo stesso Orfeo e l'orfismo era trace. E lo stesso Monte Olimpo (il luogo degli dei) era trace, perchè posto al confine dell'antichissimo territorio un tempo trace.
(chi sta scrivendo qui, è stato sia sull'Olimpo, che a Dio, (in greco Dion), una città ancora del tutto sconosciuta, enorme, più grande di Atene. Citata da Omero.  Da Dio, partì anche per il suo lungo viaggio Alessandro Magno. Flaminio la conquistò e sembra che l'abbia distrutta e spopolata). 

Insomma, che questa zona, la Tracia-Dacia sia stata agli albori della preistoria europea, cioè prima della nascita della civiltà egea e il vero centro etnico di tutti i futuri popoli europei antichi e le rispettive culture, l'archeologia e la linguistica lo stanno sempre di più confermando. Non in secondo piano passa poi la trasformazione civile e politica nata da questo popolo in due periodi distinti, prima nell'Egeo, e con un po' di ritardo a Roma, che seppe però fare ancora meglio perchè aveva la stessa potenzialità umana, ma come popolo non conosceva ancora i grandi eventi traumatici come in oriente. Ovvero l'aggressività e la prepotenza politica. Nè conoscevano quell' arroganza che era già un marchio "di fabbrica" degli Etruschi quando approdarono sulla penisola. Non dimentichiamo che le genti locali gli Etruschi  le volevano schiave nel modo peggiore e quando in seguito iniziarono con Roma delle trattative per una unione politica volevano conservare ed estendere anche a Roma questa tracotanza, che non avevano invece i popoli dei Campi di Urne. Di cui non conosciamo nulla perchè non fecero mai parlare di sè; non una aggressione a un villaggio, o un evento di guerra. Eppure erano tanti.

Il "dominio pacifico" di questo popolo aveva già in Grecia (e in seguito in altri paesi) provocato immediati mutamenti politico istituzionali: al vanax  miceneo o cretese succedette il basileus, con poteri militari, civili e religiosi; e quando si raggiunse dopo un periodo di animosità uno stabile equilibrio fra invasori e popolazioni soggette, si consolidò la divisione del popolo nelle tribù del territorio. Tutti i cittadini in grado di difendere lo stato, ebbero i diritti e doveri politici. Poi a poco a poco a un consiglio di anziani, capi dei gruppi gentilizi, si sostituì il consiglio dei capi militari (soprattutto per la difesa). Sembra di leggere quello che accadde alla fondazione nel 753 a.C. e subito dopo nel 509 a Roma. - Ma che Roma prima ancora della Grecia anticipò, basta leggere le date: Pericle attuò lo stato democratico e le assemblee popolari solo nel 462 ! Quando Roma aveva già una istituzione (nel 509  Repubblica) così solida che proseguì senza grandi mutamenti per circa 1000 anni; ed era così  curata  la sua struttura amministrativa e militare che siamo in grado di elencare con esattezza  tutti i consoli eletti dal Senato e dai tribuni della plebe, in mille anni, anno per anno.

Perchè mai? Forse la risposta oggi con le ultime scoperte è molto semplice. Gli "invasori" in Italia, sia quelli provenienti da Nord che dal Sud non erano degli emarginati o dei fuggiaschi nè dell'Egeo nè dell'Anatolia, ma appartenevano agli ultimi discendenti di quella civiltà trace che si era per la seconda volta messa in viaggio.
Quella del Nord però aveva conservato la sua natura e la sua originalità politica perchè in mille anni risalendo il Danubio non era stata influenzata da popoli primitivi né loro (sui Balcani) li avevano influenzati, perchè lo spostamento fu continuo; ogni due tre generazioni cambiavano zona; e tracce di questi brevi insediamenti lungo il percorso di tutto il lungo corso medio e alto del Danubio ne hanno lasciate parecchie migliaia.
Quella del sud al contrario (più a contatto col l'area mesopotamica) aveva già da molto tempo introdotto nella sua società la politica guerriera; nata originariamente per la difesa, ma consacrata poi alle conquiste. Nascono così regni e imperi, o in continua lotta (vedi l'intero Medio Oriente) o in perenne apatia, chiusura a ogni altra politica sia commerciale che culturale. (vedi Egizi che rifiutarono per tremila anni ogni contatto. Un popolo quello egizio che vive l'intera sua esistenza sulla barca; che quando la scopre non fa nemmeno uso della ruota, eppure non mette una sola nave nel Mediterraneo pur avendolo davanti. Dai fenici non imparano nemmeno come si costruisce una nave; né usarono l'alfabeto, e fecero a meno anche della moneta. Invece dei commerci l'Egitto si dedicò solo nell'arte delle mummie e i relativi sepolcri, con un sistema teocratico che non poteva fare altro che anticipare il medioevo europeo quando lo stesso potere sacerdotale passò in mano a una quasi identica teocrazia. Eppure come abbiamo già letto in altre pagine, avevano anche loro avuto contatti (fra l'altro vicinissimi) innovativi con il mondo iranico mesopotamico nel 3000 a.C., con quello anatolico nel 1500 a.C. e poi con quello greco nel 700 a.C.).

I ritrovamenti dei tesori di Varna o di Valci Tran, ci dimostrano un'altra cosa, che il mondo delle grandi civiltà umane nel 4000 anni a.C. non era ancora diviso né antagonistico; quello dei traci antichi era un centro che riuniva la Grecia continentale ai paesi del Mar Nero in un'unica unità economica e culturale, la differenziazione sorse solo dopo; quando sì iniziò a parlare di popoli ricchi e popoli poveri, popoli civili e popoli barbari. Ovviamente i ricchi divennero quelli che riuscivano a rubare molto agli altri, e altrettanto ovviamente divennero popoli "civili" solo quelli che vincevano per prendersi le grandi miniere d'oro e d'argento che i traci possedevano (oggi non è cambiato poi di molto, nell'era moderna, è ricco chi ha il petrolio).
Di questo oscuro periodo sappiamo ancora molto poco. Ma le sorprese non mancheranno in un prossimo futuro.


Quello dei Traci, nel 1500-1300, a sud verso l'Egeo, e a nord risalendo il Danubio, fu l'ultima migrazione. Sappiamo che sul luogo (in Tracia) scomparve del tutto questa millenaria civiltà; poche comunità sopravvissero alla "colonizzazione" greca che raggiunse il suo apice nel VII sec. a. C. Conquiste che provocarono il profondo mutamento socio-economico della Grecia. Nel VI - V sec. a. C., i greci con le "conquiste", assoggettando i barbari , "saltando da un 'isola all'altra da una città all'altra, si gonfiarono come ranocchi in uno stagno" scrisse un antico. Nei primi tempi con i Traci fecero del commercio, poi li resero tutti schiavi, legittimando questo comportamento con la dialettica. Del resto la logica di Aristotele ancora nel IV sec. era "La schiavitù è giustificata per natura in quanto corrisponde a una legge naturale, giacchè gran parte dell'umanità (i barbari) é costituita di schiavi nati". La sua logica la mutuarono poi i romani allo stesso modo, e gli schiavi nati furono poi i greci senza distinzione di censo e cultura. Molti filosofi finirono anche loro schiavi, e chissà come conciliarono la frase di Aristotele. Tutto é relativo. Le stesse frasi le dissero gli spagnoli e i primi "cristiani" che sbarcarono in America.

Dopo Alessandro la Tracia diventò solo terreno di lotta tra le monarchie ellenistiche. Gli storici greci ( il più attendibile e obiettivo a quanto pare rimane Omero - ma fino a Schliemann e alla scoperta di Troia le pagine del poema sembravano piene di leggenda e non di storia) ci narrano che la Tracia era una zona povera, ci nascondono ogni cosa, e quando lo fanno, con un senso di superiorità e di autocompiacimento la disprezzano, ci raccontano cioè cose non vere. Mentre i greci non si appropriarono solo della Tracia ma anche dei loro dei, e scrissero la loro storia modificando la storia.

Quando vi arrivarono i romani, la Tracia era da alcuni secoli già in totale decadenza, e non potevano certo immaginare che il luogo era quello da dove erano partiti i primi uomini dei Campi di Urne, gli stessi che incontrò ai piedi del Palatino Romolo nel fondare Roma. Scrivono gli storici del tempo (30 a.C. - 200 d.C.) che sono stati i romani ad aver introdotto la vite e aver civilizzato la Tracia (le diedero perfino un nome - Romania). Nulla di più falso, perchè scopriamo nell'opera di Omero che le navi quotidianamente portavano a Troia anfore di vino trace, e che la vite non solo era già conosciuta in Tracia 4000 anni prima, ma con un tipo di luppolo fabbricavano già una birra e una specie di whisky.

* Ritorniamo alla civiltà arcaica dell'Italia centrale di questo periodo, soprattutto quella poco lontana dalle sponde del Tevere: i Latini. Circondati a nord e a sud da questi importanti fenomeni geopolitici narrati sopra, il loro territorio prima di ogni altra regione beneficia di entrambe le due invasioni culturali. Ne approfitta per divenire dinamica nella sua struttura e formare i primi nuclei di una società eterogenea anche se una parte Latina - come vedremo nelle continue lotte con i vicini villaggi perfino della stessa stirpe - è renitente alle novità, é chiusa, non vuole rinunciare a una sua vocazione, all'economia agricola-pastorale. (Padova ancora nel 1898 per lo stesso motivo non volle l'insediamento della FIAP, poi FIAT - Ma è un atteggiamento tipico di tutti i proprietari di terreni anche incolti a ogni latitudine). L'altra parte invece, quella più aperta, afferra e vive il proprio tempo, coglie l'attimo. Poi con la scoperta delle nuove tecnologie agricole e idrauliche, e dell'architettura a materiale durevole, fa subito sorgere come in Medio Oriente prima alcuni rustici villaggi, poi in breve tempo (il volano dell'economia dell'indotto comincia a girare a pieno ritmo) innalza la prima autentica città, costruendo le case in mattoni, gli edifici pubblici in pietra, fabbricando dighe, canali, ponti, strade, acquedotti.


800 a.C.
- Che sia avvenuto qualcosa di strabiliante in questo periodo non lo dice solo la tradizione leggendaria riportata in seguito con l'uso della scrittura nei racconti letterari che ci hanno poi tramandato i primi storici romani, ma ci viene confermata dalle testimonianze che ci giungono analizzando quegli istituti romani che si sono mantenuti dentro un singolare conservatorismo giuridico; che permettono di avere un quadro generale credibile per non dire esatto, anche se le lacune non mancano.

* Ciononostante, di questo primo periodo, pur non possedendo una cronaca scritta, oggi con gli esami archeologici sul sito Roma e Lazio, é confermata una mescolanza dei due popoli appena accennati sulla questione dell'aspetto e sulla formazione definitiva del popolo laziale prima, e in particolare quello latino romano subito dopo.
* Le più singolari di queste testimonianze, sono le inumazioni e le cremazioni (pratica incineratoria). Quest'ultima presente sui luoghi databili all'anno 1500 a. C. Una consuetudine questa del tutto sconosciuta ai latini e nel resto della penisola; quindi praticata solo dalle nuove popolazioni proveniente dal nord, ma che subito dopo non é più predominante, visto che già prima della fondazione di Roma, questa usanza scompare ed è adottata l'inumazione. Significa che gli indigeni riescono a mutuare in fretta tutto il bagaglio culturale dei nuovi venuti, ma sono poi loro a far da padroni nel proprio ambiente e a sviluppare in forma autonoma la propria cultura, modificando perfino quella dei nuovi arrivatii.

* Il ceppo di questi gruppi che non si lasciano condizionare ma semmai condizionano (diverrà poi una vera vocazione dei romani), sono gli indigeni degli antichi insediamenti posti sui Colli Albani: cioè quello dei LATINI. Una popolazione che sul territorio costituiva il gruppo più importante, e nella zona dove sorgerà poi Roma, possedeva quasi tutta la pianura della valle: 30 chilometri a sud e 30 chilometri a nord fino al Tevere, e a ovest all'attuale Ostia.
* Oltre il Tevere, a nord, il territorio si stava popolando di nuovi arrivi, mentre oltre l'Aniene insediati da alcuni secoli c'erano i Sabini, una popolazione arcaica locale, con rari ma comunque insofferenti contatti con i latini Albani. Quindi il cuore di tutto questo territorio - che si domina efficacemente con un solo incomparabile sguardo dalla cima del monte Soratte - era occupato dai Latini; e anche se non esercitavano questo dominio sull'intera pianura, di fatto erano loro i legittimi proprietari. Una legittimità che si estendeva in una fascia di terra anche al di là dei due fiumi.
Naturalmente questo disinteresse, era dovuto essenzialmente al piccolo numero di abitanti, e durò fino a quando la pianura in questione e le due fasce oltre il fiume, cominciarono ad essere colonizzate illecitamente dai nuovi venuti con lavori di canalizzazione per insediarsi nella piana fertile del Tevere per iniziarne lo sfruttamento agricolo.
Agli insofferenti del villaggio chiuso, questo era un bene, ai conservatori invece sembrò una sciagura nazionale.

* LA REGIONE - Molto particolare questo grande territorio, sia nella parte collinare che in quella attorno al Tevere. Per lungo tempo entrambe erano state ricoperte da uno spesso strato di cenere di origine vulcanica. Eruzioni che per qualche millennio erano state catastrofiche, poi all'epoca della fondazione di Roma, erano cessate da circa mille anni (forse anche meno). Lo strato superficiale riuscì così a formare il prezioso e caratteristico terreno dell'agro romano; l'ideale per le nuove tecniche delle coltivazioni dei nuovi arrivati. Allo stesso fenomeno post-vulcanico e alla abbondante piovosità che la regione allora godeva, era pure dovuta la fitta vegetazione attorno ai Colli, che ancora ai tempi di Teofrasto (III secolo a.C.) sovrabbondavano di fittissime foreste di faggi con la presenza perfino di alcune sequoia.
(La superficie della provincia di Roma attuale é di 5352 kmq, di cui il 33,2% del territorio è pianeggiante, il 50,6 collinoso, il 16,1% montagnoso. Della superficie totale il comune occupa 1507,60 Kmq e ha due terzi della intera popolazione)


790 a.C.
- Abbondanti ritrovamenti archeologici ci indicano che l'agricoltura cominciò ad essere subito intensiva dopo i grandi lavori di drenaggio, di canalizzazione e costruzioni dighe. Troviamo quindi in zona le prime colture di grano anche se scadente (farro, miglio, orzo) e alcuni frutti dove primeggia però solo il fico.Ancora sconosciuto l'olivo (quello selvatico proveniente dal sud apparve nel VII secolo). Mentre la vite sicuramente fu portata dalle popolazioni del nord, dai palafitticoli (al Lago di Ledro questa era presente già nel 1600 a.C.). Ma questa non fu molto importante, perchè anche dopo la fondazione di Roma la viticultura non era per nulla intensa; e sebbene i Vinalia compaiono nel calendario di Numa, fino all'epoca repubblicana (509) la vite non era coltivata a grande dimensione. Ci sono "storie" nel periodo del regno che indicano il vino come un medicinale, e ve ne sono altre che accennano una proibizione (ai tempi di Domiziano, anno 81 d.C.) della coltura della vite e della relativa bevanda

780 a.C.
- E' un periodo in cui la zona dei Colli Albani è già disseminata di grandi villaggi. Sorgono su alture o sulle pendici per il fatto che i terreni in pianura (che avevano a disposizione, ma che non utilizzavano) richiedevano grandi opere di drenaggio per renderli abitabili e soprattutto coltivabili. Questi villaggi sui colli - non sappiamo con quale istituzione arcaica - (forse come quella ancora vigente oggi in A.Adige, "del Maso Chiuso", unico erede universale é solo il primo figlio, gli altri se vanno d'accordo restano a stipendio o vanno via) appropriandosi in tempi lontani di un tratto del territorio avevano dato vita col tempo e col sistema del patriarcato a gruppi familiari sempre più numerosi, un vasto parentado differenziato nelle mansioni e amministrato da una gerarchia sempre più complessa, ristretta a pochi componenti della stessa famiglia.

Infatti, in questo periodo, nel 780 a.C. esiste già una struttura sociale che ha creato al suo interno le prime separazione di classi; di conseguenza anche un genere di aristocrazia che passa dal tipo "feudale campagnolo" in pochissimo tempo a "feudale guerriero", che iniziò (provocata o provocando) subito ad avere anche le prime inimicizie e relative animosità con i vicini nel contendersi qualche bosco o appezzamento di terra. La struttura era quella di una comunità agricola molto arcaica a economia chiusa, ma già all' interno esisteva una specie di "aristocrazia" ereditaria, che possedendo il diretto controllo della terra assumeva nei confronti della popolazione (compresi i numerosi parenti, anche affini - il Maso Chiuso, idem) un atteggiamento autoritario, di sfruttamento dei subalterni, anche se nello stesso tempo - oltre a fornire il necessario per vivere - offriva un rapporto di protezione da eventuali nemici. Che erano prima i paesi vicini, poi più tardi con una politica del tipo "nazionalista", le spedizioni guerresche si organizzarono contro i villaggi di confine e anche in quelli oltre. La nascita di una Lega forse servì proprio a questo: a coalizzarsi. - Nelle guerre che elencheremo più avanti, ne troveremo molte di queste alleanze, e molto spesso infide).


760 - a. C.
-Prima della fondazione di Roma si contano circa 60 di questi villaggi, disseminati su circa mille chilometri quadrati; quindi con una media di circa sedici chilometri quadrati ciascuno. Sono queste "città" che formano le prime unità territoriali dei latini: i pagi, la base della loro struttura sociale che non sappiamo per quale ragione - (se per la difesa, se per motivi di culto, o per altri obblighi ignoti) - una tradizione vuole poi riunita sotto una Lega politica con a capo Alba Longa, un sito nelle vicinanze di Castel Gandolfo. Anche se una informazione tramandata da Prisciano, colloca la sede di questa Lega Albana, ad Aricia, il luogo dove sorgeva il celebre santuario di Diana; un importante centro di culto riconosciuto da tempi antichissimi (scrive Plinio). Alla fine dell'epoca regia la lega riuniva ancora circa 30 membri di cui Roma ne faceva parte, anche se con una certa insofferenza per via della mentalità arretrata di alcuni aderenti. Nella Lega era forse predominante l' elemento religioso, e nei primi tempi questa componente si rivelò un efficace strumento di coesione politica; anche se la tradizione e la storia ricordano liti e lotte fra gli stessi villaggi latini, oltre che con quelli Sabini e con altri vicini.
Comunque sia, questa Lega riuniva un Capo di ogni villaggio, diciamo "ricco", "aristocratico" , con funzioni di sovrano della collettività; un Rex. eletto con il consenso degli dei: comandante, sacerdote e giudice supremo. Una sovranità, l'auspicium, (l'interpretazione del dovere divino - una unzione che ogni sovrano arrogante esibisce davanti al popolo) che se era accolta dalla plebe ignorante, a nutrire alcuni dubbi erano proprio quelli della sua stessa condizione, quindi spesso contestata questa autorità sia da dispute dinastiche (le congiure una prassi) all'interno della propria famiglia e sia da lotte di altre ricche famiglie - Patres gentium - che ambivano a posizione di prestigio. Dimostrando che a non credere a poteri divini erano proprio loro, gli aristocratici e i contendenti del potere.
Siamo agli inizi delle prime alleanza religione-politica (che Roma riuscirà ad evitare per mille anni) per gestire meglio il potere. La prima paventando la punizione divina, l'altra la punizione della legge, quella naturalmente che si è fatta il potente di turno. ("E non c'è una  legge che torni comoda a tutti gli ambiziosi del potere". Livio). Iniziano le alternanze in cui ognuno con ogni mezzo cerca di persuadere gli altri di essere lui il prescelto dalla divinità, ma per convincere che gli dei sono con lui, e lui è un dio, non dimentica di usare la "sua" legge che è poi quella delle sue armi. Chi le ha molto potenti e ne ha tante vince e fa la "sua legge". (non è che sia cambiato molto nei tempi moderni; se Hitler non metteva in fuga nel 1938 l'inventore della bomba atomica, l'avrebbe usata lui, avrebbe vinto la guerra, l'Europa sarebbe oggi tedesca)

* A parte la leggenda Romolo, Remo e la Lupa (questa nascerà più tardi), e di altre leggende come quella di Enea; la tradizione storica antica (abbastanza affidabile e realistica) narra che Romolo in una di queste controversie tra "piccoli Reucci di campagna", fu allontanato da Alba Longa dallo zio Amulio, un usurpatore a un trono a cui forse Romolo aspirava. Il nipote abbandonò Alba Longa e scese nella vallata del Tevere, deciso a ritagliarsi uno spazio nei pressi del Palatino; che alla sua base non era affatto disabitato. C'era gente di ogni razza, incluso qualche latino dei Colli, forse nelle stesse condizioni di Romolo, cioè privati di prestigio, di eredità, di prospettive; che avevano preferito uscire dal ghetto patriarcale per lanciarsi all'avventura dei "tempi nuovi". Costoro non aspettavano altro che un capo e una mente dotata di acume politico, come desidera del resto ogni gruppo isolato, di emigranti o colonizzatori, in qualsiasi regione del mondo.

Il Palatino é il Colle che con dieci ettari di superficie si erge e domina -con le sue formidabili rocce- tre lati. Abbastanza largo per ospitare un grande villaggio com'era nelle intenzioni di Romolo. Ma soprattutto sembra luogo ideale per l'insediamento di un villaggio costruito su modello Albano (cioè arroccato) che avrebbe quindi potuto difendersi contro attacchi di nemici. Invece cosa accade, che stranamente non ci sono testimonianze archeologiche di insediamenti sul colle, ma solo alla base, il luogo in cui sorgeranno in seguito i Fori, il Velabro e il Circo Massimo. Questo dimostra che c'era stato un mutamento nella concezione degli insediamenti, forse dovuto proprio ai primi (abusivi) abitanti già sparpagliati sul luogo, che appartenevano ad un altra stirpe, o a una generazione diversa, non certo a quella rintanata nelle impervie montagne o nei colli in mezzo alle impenetrabili foreste; il "nuovo" abitante amava i grandi spazi, la pianura; una natura diversa, di certo più ostile per le piene alluvionali, ma se domate - e i mezzi e le idee ora c'erano - la prosperità non era un miraggio ma una realtà solo da raccogliere, e anche a tempi brevi perchè c'era determinazione e più nulla fu lasciato al caso. E che determinazione!!

* La mentalità era cambiata; gli scambi attraverso il fiume erano divenuti intensi; il commercio stava modificando tutta l'economia; le tecnologie della coltivazioni con il drenaggio e le arature che facilitavano le semine stavano rivoluzionando tutto il territorio. Altro che "coltura eroica", come quella dei terrazzamenti di pochi metri sui Colli. Era inoltre dal fiume che avvenivano i contatti con gente diversa; che portava non solo nuove idee, ma nuove piante, nuovi oggetti, nuovi animali, nuove tecnologie, ma soprattutto dal fiume scendeva quella intraprendenza che è la caratteristica dei colonizzatori; cioè lavorare sodo. Da quel guado arrivò in questo periodo il primo aratro e la prima scure in bronzo, il primo cavallo, la prima pecora, la prima capra, il primo maiale e il primo tralcio di vite e chissà quante altre cose utili , e quante meraviglie. Possiamo benissimo immaginare quando arrivava un carico sul fiume, quanta curiosità c'era attorno. E le sorprese indubbiamente a quel tempo dovevano essere molte per la gente del posto.
* La posizione dunque era strategica. E saranno proprio questi fattori che contribuirono a trasformare il semplice villaggio di Romolo in una grande città, che alla sua nascita era già un crocevia di tre mondi diversi; due da mille e più anni in continua evoluzione, e l'altro, indigeno, ad assistervi non passivamente. Anzi! A cogliere l'essenziale più che il generale, in tutto.

* La base del colle e l'insediamento del nuovo villaggio, dietro il riparo delle sue rupi, quindi si trovava in una posizione vantaggiosa, in quanto, anche se non proprio da vicino, dominava il fiume nel punto in cui il guado sotto l'Isola Tiberina costituiva il più agevole di tutti gli attraversamenti dalla pianura latina verso nord ovest. Da non dimenticare che proprio alla base del Palatino sul lato sinistro, lungo la Vallis Murcia, esisteva la più antica e anche l'unica via di comunicazione tra il Tevere e i colli Albani (la futura Appia - o via Latina). Il che significa che alcune attività commerciali da e verso il fiume si svolgevano da molto tempo, anche se in una forma molto limitata e solo occasionale. Del resto, lo abbiamo letto, il territorio latino non solo raggiungeva la sponda sinistra del fiume, ma. anche se non l'aveva mai abitata, possedeva una fascia di terreno anche nella sponda destra (quindi a nord) sia del Tevere che dell'Aniene.

* La documentazione archeologica ci testimonia che nella zona, prima della decisione di Romolo di far sorgere qui una nuova città, esistevano già dei piccoli villaggi; costruiti da nuclei familiari di molti elementi ma sicuramente gruppi tra loro separati, come mostra il fatto che tra di essi sono state rinvenute alcune tombe. E mostra (come accade in tutti gli insediamenti di immigrati) che sono formati da popolazioni diverse, perchè i riti funerari erano diversi: ci sono inumazione e ci sono cremazione. Quindi non una presenza compatta di genti latine come nei Colli Albani, ma mista, dovuta a quella - antica o più recente - migrazione disordinata che abbiamo accennato più sopra. Alcune cremazioni ritrovate sul territorio del Foro sono datate 1500 a.C. - 1000 a.C.. Poi da questa data le nuove popolazioni adottarono anche loro la inumazione, e nei villaggi sotto il Palatino si formò un sepolcreto che continuerà fino a VI secolo; cioè fino a quando si prosciugarono e si recuperarono i terreni bassi paludosi a nord del Palatino a mezzo della Cloaca Massima.
* E' questo il periodo dove inizia la vera storia del Foro romano, quando la piazza che vi sorgerà, diventerà il centro del mondo conosciuto per mille anni.

* L'abilità del fondatore, fu dunque quella di riuscire a unificare questa popolazione eterogenea. La città nacque perciò da un processo progressivo di fusione di gente diversa, che poi prendendo coscienza della propria operosità sentì nascere l'orgoglio di appartenere a questa comunità così apolide (come negli USA all'inizio dell'ottocento). Forse inizialmente mediante una forma di federazione tra i villaggi sparsi, poi quando alcuni interessi che prima erano di un solo gruppo divennero di tutti, e l'integrazione fu una necessità per progredire più in fretta, piano piano la federazione si trasformò in una struttura politica unitaria senza uguali. Avvenne nel giro di qualche decennio, dovuto a un "miracolo" economico e tecnologico che indubbiamente stimolò e coinvolse tutti, vecchi e nuovi arrivati, ma sempre con la predominanza dei latini. Questo perchè dai grandi centri dei Colli Albani, i più intraprendenti (ma altrettanto fecero alcuni Sabini - Appio Claudio migrò a Roma proprio con un gruppo di Sabini) attratti da questa "rivoluzione" politica sociale ed economica (come negli anni '50 e '60 in Italia) scesero in massa nella "nuova città", sottraendo braccia ma anche "cervelli" giovani ai villaggi, lasciando andare in decadenza i centri stessi e insieme anche quella aristocrazia conservatrice che si arroccò nei suoi poderi con le arcaiche tradizioni e istituzioni, osteggiando e perfino"combattendo" la nuova grande città-realtà che cominciò subito a sconvolgere il territorio. Combatteranno invano! Alcuni di questi centri nel corso del sec. VI, sparirono del tutto. Rimasero solo alcuni nomi storici, che Plinio ci ha tramandati ricostruendo la Storia di Roma in un documento compilato per ordine dell'imperatore Augusto. Forse il più attendibile di tutte le altre storie e leggende.

* Plinio ci informa che nel V secolo, di 60 centri erano sopravvissute solo queste cittadine; Tusculum, Nemorensis, Aricia, Ardea, Antium, Satricum, Pometia, Anxur (Terracina), Signa, Ferentinum, Anagnia, Norba, Cora, Velitrae, Antium, Lavinium, Bovillae, Ficana, Marino, Frascati, Ostia, Labici, Gabri, Tibur, Pedum, Praeneste, Circei, Collatia, Antemnae, Ficulea, a nord del Tevere e Atiene, Silva, Fidenae, Ficulea, Nomentum, Crustumenum, Capena, Eretum, Carsioli, Varia.

* Una cosa è certa. Nel momento in cui Roma nasce (c'erano come abbiamo visto tutti gli elementi a favore) cammina subito in fretta verso l' età piena della città e s'inserisce immediatamente in maniera sempre più profonda nel sistema di relazioni commerciali verso l'Etruria in un periodo in cui la cultura, la civiltà, il fasto, la ricchezza e la potenza della aristocrazia etrusca avevano raggiunto il culmine; e stavano avvolgendo e coinvolgendo la stessa Roma. Infatti, dopo pochi decenni inizia il periodo di convivenza con alcuni governanti etruschi e gli effetti di questi rapporti non solo culturali si faranno subito sentire nel 616 quando Tarquinio Prisco inizia la prima dinastia dei re romani etruschi; poi gli effetti si faranno ancora di più sentire politicamente quando l'altro etrusco Servio Tullio nel 577 con una straordinaria lungimiranza politica - che sembrò al momento una megalomania - dentro le mura (le serviane) fece racchiudere i Sette Colli. Per 1000 anni, quelle mura divennero le pareti di uno scrigno; e dentro, a una a una, spuntarono le più belle gemme del mondo create da un popolo singolare, mettendo insieme mille culture per farne una tutta sua; più che con i mezzi a disposizione, con le capacità di utilizzarle in un modo migliore.

Sta per cominciare la "grande avventura", sta per sorgere una grande aerea politica, economica e culturale, che anche se dopo mille anni conoscerà il suo crepuscolo, non cesserà mai in futuro nella storia d'Europa di stupire. Sta sorgendo nel Mediterraneo e nel centro Europa un grande area con un unica valuta e delle  insignificanti barriere doganali, il cui commercio non é ostacolato da frontiere ma anzi incoraggiato e facilitato da mille strade, porti e città - sorte proprio per questa sfera d'azione della moneta e dell'economia di mercato - che l'Europa, ancora oggi nel 2000, dopo 2753 anni cerca affannosamente di prendere a modello. Quella moneta si chiamava denario, ma non era solo l'unità di base del sistema monetario romano che girava in tutto il mondo conosciuto (perfino a Canton - H. Kong - e in Cina ne sono state ritrovate in grande quantità) ma dove giungeva, era anche un potente mezzo di sviluppo di una civiltà; sul diritto recava la testa galeata di Roma e sul rovescio i Dioscuri al galoppo con la leggenda Roma. Fu un autentico galoppo, e la leggenda si trasformò in una straordinaria millenaria epopea.


(776 a.C. - In Grecia ha inizio la I Olimpiade
770 a.C. - Greci dell'Ubea s'insediano nell'isola di Pitecusa (Ischia)
771 a.C. - Coloni greci fondano Metaponto in Lucania.- Altri gruppi fondano nel 760 Zangle (Messina) e nel 750 Reggio Calabria)
757 a.C. - Greci dell'Ubea fondano Cuma
753 a.C. - Fondazione di Roma,
Secondo Varrone; Ennio nei suoi Annales  colloca la fondazione nel 875; Fabio Pittore nel 748; l'annalista Cincio Alimento nel 729 e Timeo nel 814 contemporanea alla fondazione di Cartagine

740 a.C. -
Composizione dell'Iliade omerica
720 a.C. -
Composizione dell'Odissea omerica
 

DAL 509 a.C. anno per anno

753 a.C. - Fondazione di Roma secondo Varrone; Ennio nei suoi Annales colloca la fondazione nel 875; Fabio Pittore nel 748; l'annalista Cincio Alimento nel 729, mentre Timeo  la colloca  nel 814 contemporanea alla fondazione di Cartagine.

753 a.C. - 21 Aprile - (Secondo i calcoli e la narrazione di Varrone)- Da un avamposto dipendente dalla città laziale di Albalonga in  un passaggio obbligato del   Tevere, in corrispondenza di un guado sul fiume (il ponte Sublicio della tradizione) nei pressi del colle Palatino,  ROMOLO fonda   la città di Roma. A capo (rex) della prima comunità che  solo in seguito prenderà il suo nome, Romolo è investito di un autorevole  potere religioso e sacrale; ma molto debole  invece quello  politico,  solidamente conservato da una oligarchia patrizia (patres) già  presente in precedenza sul territorio, soprattutto nei  vicini  villaggi dislocati sui colli Albani;  anche se una parte di questa aristocrazia (più moderna, più aperta alle novità di quella che si è invece isolata e arroccata sui colli) é  già scesa  da tempo  nella nuova  città, ad esercitare tale potere sui gentiles  e sul populus.

Con questa iniziale aggregazione avviene subito dopo una ulteriore  e  progressiva differenziazione economico-sociale tra le due classi,  che va a tracciare una più netta divisione tra patrizi  e cittadini, e ai margini una sottoclasse, quella della plebe . Una struttura sociale già antica, ma in questa nuova forma  é in parte  mutuata dagli Etruschi che avevano  instaurato da tempo un'economia ancora più marcata dallo schiavismo classico, ma che nella moderna Roma  che sta sorgendo, in quella misura inumana non volle mai  imitare, sia nei suoi primi passi, che in seguito.

753-716. Monarchia di Romolo. In questo periodo Romolo é sovrano,  é  un energico amministratore, un forte assertore della fusione tra Sabini e Romani (il suo successore Numa, sarà appunto Sabino),  è già un governante  capace e  risoluto nel  creare i primi ordinamenti civili per la nuova città. Le più importanti sono:  la divisione della popolazione in tre tribù (o meglio centurie), Ramnènsi, Tiziensi e Luceri (Riconducibili questi nomi, secondo Varrone agli etruschi, ma gli studiosi di oggi  li attribuiscono ai celti); e   la creazione di trenta curiae  - una  struttura di un assemblea del popolo - che (anche se in una forma diversa) continuò ad esistere nel periodo repubblicano. Questo ordinamento romano   - il voto di gruppo - é la  più singolare   istituzione di tutte quelle fino allora conosciute, e non soltanto nella penisola. Nel corso di due secoli migliorerà ancora.
Alle gentes (così era chiamata la folla campagnola si sostituisce il populus = forza armata inquadrata in una comunità;  solo in seguito populus significa  tutti i cittadini: cives.

L'assemblea del popolo (Comitia curiata) si articola in 30 curie (curie = Coviria: una comunità solo maschile); i cittadini sono divisi nelle tre circoscrizioni - nelle Tribus dette sopra - costituita da 10 curie.Ognuna fornisce 100 cavalieri e 10 centurie di fanti. - Assistono il re l'assemblea degli anziani (Senatus = Senes: anziani), composta dai capi delle famiglie, e l'Ordine dei sacerdoti. (Re Servio Tullio nel 578 con una grande riforma militare e costituzionale, nel creare i Magister Populi = capo dell'esercito, abbandonerà il principio gentilizio  per quello timocratico- cioè il censo,   la ricchezza espressa in proprietà terriera, e non la nascita.  Il suo motto é: "Ogni costituzione politica é una costituzione militare".

Ma alla caduta della Monarchia, nel 509 a.C.  tale riforma   sarà ancora modificata, creando i pilastri   della più straordinaria istituzione (Senato, Assemblee popolari e Magistratura), poi  imitata da tutti i Paesi;  e anche se stroncata dopo la caduta dell'Impero Romano, sarà   riproposta da tutti gli Stati democratici del mondo fino ai nostri giorni. Da notare che il Dialogo  Repubblica di Platone è  del 388 a.C., e che lo stato democratico in Atene  attuato da Pericle é del 462 a.C.
* Di questo periodo é la leggenda del ratto delle Sabine.

752 - In Grecia ha inizio la VII OLIMPIADE ( Iniziata la prima nel 776 a. C. a Olimpia, nell'Elide(Peloponneso)

734 - Prime colonie greche. Provenienti dall'Eubea, gli uomini di Teocla sbarcano in Sicilia  e fondano Nasso

733  - Greci di Corinto, sbarcano in Sicilia e fondano su un'isoletta ORTIGIA (chiamata poi  SIRACUSA)

717 - (altri 721-718 ?) - Scomparso Romolo, prende il potere  NUMA POMPILIO di origine Sabina

715-672 -  Monarchia di Numa Pompilio. Periodo di pace e di regolamentazione delle norme religiose

675 -  Compare la prima iscrizione su una fibula" la Prenestina"   (forse) la prima e più antica iscrizione latina

674 - 673 - Regno di TULLIO OSTILIO. Secondo la tradizione, sotto il suo regno, i romani distruggono Albalonga, la città egemone della Lega Latina. (ma non ci sono testimonianze. Forse fu distrutta da un terremoto)

672-640 -  Leggenda degli Orazi e Curiazi. Nome di tre leggendari gemelli romani e di tre fratelli albani che decisero col loro combattimento le sorti della guerra tra Roma e Alba. Dei sei sopravvisse solo uno degli Orazi, che permise la vittoria di Roma.

670 - In Lidia viene effettuata la prima coniatura di monete in oro.

660 - Nella Tomba delle Anatre a Veio compare il più antico esempio di pittura parietale.

649 - Gli Etruschi della seconda ondata migratoria introducono l'"alfabeto fenicio n. 2"  giunto dalla grecia calcidese a Cuma. Per gli etruschi toscani è ormai troppo tardi. Non così per gli etruschi di Roma; il nuovo  inizia a formare la base dell'alfabeto latino; che si diffonde con la stessa velocità della demografia romana. Quando gli etruschi saranno sconfitti e integrati, del loro N.1 non rimase più nulla. Del resto non lo usavano per scrivere testi letterari, nè mai gli etruschi fondarono una scuola. La usavano - e pochissimi erano capaci di farlo- solo per alcune iscrizioni. Dopo nemmeno due secoli  gli abitanti romani di origine etrusca  non erano già più in grado di leggere le iscrizioni lasciate dai bisavoli. (Come oggi alcuni slavi emigrati in Italia, o alcuni italiani emigrati in America) 

640 - Fondazione di Ostia, prima colonia romana  utilizzata come città portuale. Costruzione sul Tevere del ponte Sublicio. Per l'importanza che assume il ponte nell'economia della città, nasce l'istituzione dei Pontefici, addetti appunto a sovrintendere sia alla costruzione sia alla manutenzione dei ponti. . Sovrintendenza che sarà poi estesa in seguito a tutti i lavori di pubblica utilità.

641 -  Regno di ANCO MARCIO. E' registrato nei Fasti  un trionfo  dopo una vittoria sui Sabini e sui Veienti.

616 - Regno di TARQUINIO PRISCO. L'iniziatore di una dinastia di sovrani Etruschi;   secondo alcuni una    pressione degli etruschi per bilanciare la potenza del patriziato latino-sabino divenuto più numeroso, ma le industrie e l'artigianato le avevano in mano loro, e questo era sufficiente per dominare  con l'economia anche la politica.

Nel Senato sono ammessi le gentes minori e acquistano potere i comizi curiati.  Inizia il periodo di dominazione etrusca su Roma, ma con una popolazione quasi interamente latina che prende tutto quanto è fruibile    dalla cultura  della civiltà del suo re, la assorbe,  l'accresce e la sviluppa in una forma autonoma e anche singolare. Un faro luminoso nel Mediterraneo,  ma poi anche in quei territori a nord delle Alpi che presto riceveranno una forte influenza.
Tarquinio secondo alcuni assume un atteggiamento da sovrano orientale con caratteri più militari che religiosi.

598 - Sono registrati i Fasti trionfali per Tarquinio PRISCO per una campagna militare condotta sui LATINI. Sui  villaggi che stanno contrastando l'espansionismo di Roma, accusata di  sconvolgere antiche e consolidate istituzioni.

595 - Espansione degli Etruschi in Campania: Centri principali nella zona di Capua sul fiume Volturno e Pompei.

588 - Registrati Fasti trionfali per Tarquinio  in una campagna militare contro gli ETRUSCHI. Fra questi, vi sono alcuni gruppi ostili che vedono con timore emigrare su Roma molte attività che prima  monopolizzavano.

585 - Fasti trionfali sono ancora registrati quest'anno per una vittoria di Tarquinio PRISCO sui SABINI

578 - Inizia il Regno di SERVIO TULLIO (di Mastarna) tradizionalmente di origine etrusca. Instaura un regime sul censo. Divide la popolazione in 21 tribù. 4 urbane, e 17 rustiche. Successivamente le porta a 31, dividendole in 6 Classi secondo il censo,  e 5 con diritto di voto. Divide i cittadini in seniores e juniores, rispettivamente sopra e sotto i 40 anni. Introduzione di una riforma militare e costituzionale (riforma serviana)

577 - SERVIO TULLIO costruisce una cinta di mura difensive (mura serviane).   Nel progettare con gli architetti il perimetro, con l'intenzione di riunificare tutti i villaggi sorti sui colli attorno al Tevere, racchiude all'interno delle mura  i SETTE COLLI. Una cinta di 11 chilometri che includeva un'area di 426 ettari comprendente il Campidoglio, il Palatino, l'Aventino, parte del Celio e dell'Esquilino, il Viminale e il Quirinale. Questo desiderio espansionistico non peccherà certo in sproporzione territoriale; anzi, nel 270 a.C. non era già più sufficiente; di questa data è infatti la costruzione delle Mura Aureliane,   19 chilometri di mura che inglobavano 1373 ettari, con 18 porte principali, e 383 torri.
* (Livio ricorda alcuni  lavori  di rifacimento di quelle serviane nel 378 a.C. dopo l'incendio gallico; ma forse si trattava di una prosecuzione dei lavori, interrotti nei precedenti anni e  che dopo l'assedio e il sacco divennero urgenti far riprendere).

564 - I Fasti trionfali registrano un altro trionfo di Servio Tullio sugli etruschi.

571 - Sui Fasti trionfali è registrata un'altra  vittoria di Servio Tullio, sugli etruschi.

560 - In questo periodo a SELINUNTE    costruzione del Tempio C,  e presso PASTEUM l'Heraion dorico, o Basilica. Entrambi i templi sono ornati da metope scolpite (Quelle del Partenone di Atene sono di 80 anni dopo). Una svolta nell'architettura  greca proprio in Italia.
* Un'altra svolta sia in Grecia e subito dopo anche in Italia     nell'alimentazione. Introdotto dall'Oriente una novità: il  PANE LIEVITATO.

550 - 500 - Continua e progressiva infiltrazione e occupazione di popolazione ETRUSCHE, attratte come del resto molti latini  dei Colli Albani, dalla grande città moderna  Roma, che ha il vento in poppa e sta già facendo parlare di sè.

540 - Vittoria degli Etruschi e Cartaginesi (i rapporti quindi con loro c'erano da tempo) sui Focesi ad Alalia.

535 - Morte di Servio Tullio; gli succede al trono TARQUINIO IL SUPERBO

534 - Inizia con Tarquinio una monarchia dispotica. - Sui Fasti   sono registrati due suoi trionfi sui Volsci e sui Sabini.

530 - Probabile decreto ufficiale per l'adozione in Roma dell'alfabeto cumano. Il Fenicio N.2

525 - Di questa data le pitture delle Tombe delle Olimpiadi a Tarquinia, i sarcofagi fittili degli Sposi a Cerveteri, il Carro bronzeo di Monteleone di Spoleto.

524 - Forti migrazioni di Etruschi in ogni direzione. Nascono i centri di Marzabotto, di Felsina (Bologna) e di Spina sull'Adriatico, già centro e città portuale con contatti con i greci e i Veneti della civiltà  di Este (atestina). Gli etruschi si spingono con alcuni  stanziamenti fino alle porte di Milano, a Melzo. Poi entrano in contatto con la civiltà di Golasecca (liguri, leponzi, camuni).

509 - L'immigrazione degli etruschi   a Roma è diventato un problema per una eccessiva  invadenza. Reazione dei romani, che ottengono leggi per l'estradizione. Gli etruschi sono invitati a lasciare immediatamente Roma.
* E' cacciato da Roma anche  re Tarquinio il Superbo. E' COSTITUITA LA   REPUBBLICA. A capo di questa sono DUE magistrati detti CONSOLI (inizialmente pretori), scelti annualmente tra i patrizi. Hanno nelle loro mani il potere civile  e   militare;  in pratica sono i comandanti dell'esercito. Viene però contemplata una loro sospensione dalla carica in caso di grave pericolo e sostituiti da un DITTATORE con pieni poteri, ma con un mandato di soli sei mesi. Accanto ai consoli rimane il SENATO formato da patrizi, che resta comunque  la più alta autorità della Repubblica.
* I primi consoli  sono: L. Giunio Bruto e L. Tarquinio Collatino (che però rinuncia a favore di P. Valerio Publicola).

509 - Iniziano le lotte tra Roma e gli Etruschi dell'Italia centrale.  Registrato un trionfo di PUBLICOLA  sui Veienti e Tarquiniesi. - Publicola (secondo la tradizione scritta nei libri Sibillini) per la prima volta celebra i LUDI SECOLARI, cioè cerimonie religiose, accompagnate da spettacoli popolari, gare e feste,  da ripetersi ogni 110 anni.
* Costruzione  del tempio di Giove Capitolino, forte la presenza dello stile scultoreo della scuola di Vulca in Veio.
* Viene firmato un trattato di pace tra Roma e Cartagine: riconoscimento del monopolio commerciale cartaginese nel Mediterraneo occidentale; e Cartagine si impegna a non intraprendere azioni ostili contro gli alleati di Roma.

509 - Si iniziano a compilare le liste dei FASTI CONSOLARI (detti i capitolini). Sono gli elenchi aggiornati anno per anno fino al 398  D.C., con le nomine dei consoli, e con a fianco le loro imprese e i trionfi delle campagne militari.

508 - Asdrubale guida i cartaginesi alla conquista della Sardegna.  Segna la fine della civiltà plurimillenaria nuragica.

508 - A Roma consoli P. Valerio Publicola e T. Lucrezio Tricipitino.- Tarquinio il Superbo con l'aiuto di Porsenna re di Chiusi, tenta inutilmente di riconquistare il trono perduto.

507 - Consoli  P.Valerio Publicola e M. Orazio Pulvillo.

507 - Compare presso gli etruschi e gli italici nella struttura onomastica l'uso del  prenome e del nome (es. Mario Emilio) che i romani accrescono aggiungendo il cognomen,  ma abbreviano solo con una lettera il prenome (es. M. Emilio Lepido). Le più usate la T  (Tito), P (Publio), C (Caio), D (Decimo), L (Lucio), M (Marco), Q (Quinto) ecc.

506 - Consoli  Sp. LARCIO RUFO e T. ERMINIO AQUILINO. - Gli Etruschi di PORSENNA subiscono una sconfitta dai Latini di Ariccia che si erano alleati con il tiranno di Cuma Aristodemo. Sono gli ultimi Etruschi a lasciare il Lazio dove  godevano di fatto ancora una certa supremazia  su questo territorio per le molteplici attività che vi esercitavano.

505 - Consoli  M. VALERIO VOLUSO e P.POSTUMIO TUBERTO. Per entrambi fasti per un trionfo sui Sabini.

504 - Consoli   P. VALERIO PUBLICOLA e T. LUCREZIO TRICIPITINO. Per entrambi fasti su Sabini e sui Veienti.

503 - Consoli   AGRIPPA MENENIO LANATO e  POSTUMIO TUBERTO. Per entrambi fasti  sui Sabini

502 - Consoli  OPITER VIRGINO TRICOSTO e Sp CASSIO VECELLIO. Per entrambi fasti sui Sabini

501 - A Roma consoli POSTUMIO COMINIO AURUNCO e T. LARCIO FLAVIO. Viene fondata Cora, una ex colonia della precedente Lega Latina

500 - A Samo l'architetto Eupalimos nel costruire un acquedotto scava una galleria  nella montagna lunga più di un chilometro          (1240 metri) e il suo collega  Teodoro inventa durante i lavori la livella,  la squadra  e un oggetto molto singolare:  la chiave  e la serratura per le porte, oltre che una particolare fusione del bronzo per la fabbricazione di piccoli oggetti.
* La tecnica di questi lavori per gli  acquedotti è indubbiamente subito assimilata dagli architetti romani che danno inizio a grandi lavori idraulici: come il prosciugamento dei terreni paludosi (come la Cloaca Massima al Palatino) o per costruire straordinari   acquedotti:  con buona parte del percorso sotto terra per portare l'acqua a Roma. Sotto l'imperatore Claudio queste opere divennero gigantesche; il suo acquedotto era lungo 69 km;  mentre per prosciugare il Fucino  fu scavata sotto il monte Salviano una galleria di 5653 metri.

500-401 - Annessione di Crustumerium e creazione, nel 495, della tribù Clustumina

499 - Consoli   T. EBUTIO HELVA e C. VETURIO GEMINO. - Battaglia  contro i latini sconfitti poi al lago Regillo.

498 - Consoli  Q. CLELIO SICULO e T. LARCIO FLAVIO.

497 - Consoli   A. SEMPRONIO ATRATINO e M. MINUCIO AUGURINO.

496 - Consoli A. POSTUMIO ALBO e T. VERGINIO TRICOSTO. - Per sei mesi si registra una  dittatura di Postumio

495 -  Consoli Ap. CLAUDIO SABINO INREGILLESE e P. SERVILIO PRISCO STRUCTO. Viene fondata la colonia di Signia.

494 - Consoli A. VIRGINIO TRICOSTO CELIOMONTANO e T. VETURIO GEMINIO TRICURINO. - Per sei mesi é dittatore   M. VALERIO          MASSIMO che fa registrare nei fasti un trionfo sui Sabini e sui Medulini.
* La lotta tra patrizi e plebei diventa aspra oltre che per i privilegi politici anche per quelli religiosi. I nobili nel praticare il culto di Giove ritengono questa divinità superiore a quella della plebe (Terrae filii), che sono invece (dicono i patrizi) sotto le divinità terrene. Ma il contrasto della plebe sale perché versa in grave difficoltà economiche; e nonostante le promesse dei patrizi non migliora né la loro posizione economica né giuridica. Tali contrasti portano il prossimo anno......

494 - ....alla secessione della plebe a Monte Sacro (o AVENTINO) . Promotori Giunio Bruto e C. Sicinio (Dionigi). A fare l'apologia della plebe  é MENENIO AGRIPPA. L'invito (ricordato come Legge sacra ) rivolto ai patrizi é quello a riconoscere i rappresentanti  eletti dal popolo. Ridiscesi poi dall'Aventino, ritornati in città, ottengono dai patrizi alcune concessioni: la Costituzione dei Comitia tributa  e il Concilia plebis tributa. Attribuzioni: difesa dei plebei dagli arbitro del magistrato, diritto di intercessione in caso di punizione o arresto di un cittadino e di sospensione degli atti pubblici dei magistrati e delle deliberazioni del Senato, salvo che in tempo di guerra. Si decide la divisione in 20 tribù e la creazione delle Assemblee per l'elezione del tribuni della plebe, e una organizzazione militare plebea. Questi però stranamente non sono stati aggiunti nelle liste dei consoli e dei fasti. Le fonti sono lacunose. Sembra che i primi due tribuni siano stati C. LICINIO e L. ALBINO (o Livio. Non mancano le reazioni e l'irrigidimento di alcuni patrizi; che faranno nel 485 appello ai coloni delle loro campagne.

494 - Fondazione della colonia latina di Velletri (in precedenza stanziamento o un villaggio di  Volsci)

493 - Consoli POSTUMIO COMINIO AURUNCO e Sp. CASSIO VERCELLINO. Sono loro due a stipulare un trattato tra la Lega Latina e Roma con il Foedus Cassianum:, per una pace perpetua e reciproci buoni rapporti per un'alleanza futura.
* Costruzione del Tempio di Saturno nel Foro forse come sede dell'Erario. Dello stesso periodo il Tempio di Cerere, di Libero Bacco, e Libera Prosperina sull'Aventino.

492 - Consoli P. MINUCIO AUGURINO e T. GEGANIO MACERINO. Fondazione della città di Norba (Norma); già città latina, poi città dei Volsci, che ritorna ora latina.

491 - Consoli A. SEMPRONIO ATRATINO e Cn. MARZIO CORIOLANO. Quest'ultimo tradisce Roma, e si schiera con i Volsci.  la tradizione vuole che sia stata la madre e la moglie a farlo rinsavire, quindi a sventare la minaccia di uno scontro.
* In Sicilia  a Gela, Gelone instaura una tirannide. Nell'475 occupa Siracusa  e lascia tiranno di Gela il fratello Gerone.

490  - A Roma consoli Sp. LARCIO FLAVO ( altri, Rufo) e Q. SULPICIO CAMERINO CORNUTO.
* Guerra Greca-Persiana. - Scontro sull'Ubea. - Battaglia di Maratona al comando di Milziade.

489 - Consoli, P. PINARIO MAMERTINO RUFO e C. GIULIO IULLO.

488 - Consoli, SP. NAUTIO TUTILO e SESTO FURIO.

487  - Consoli, C. AQUILLIO TUSCO e t. SICINIO SABINO.

486  - Consoli, PROCULO VERGINIO TRICOSTO RUTILO con SP. CASSIO VECELLINO che  fa registrare due fasti trionfale sui Volsci,  e gli Ernici. Questi ultimi  si schierano poi alleati di Roma

485  - Consoli con epilogo tragico. Sono eletti SER. CORNELIO MALUGINESE e Q. FABIO VIBULENO. Irrigidimento dei nobili verso la plebe ma anche lotta tra patrizi. I primi con i loro tribuni minacciano di processo capitale davanti all'assemblea popolare il patriziato. E' messo a morte il console uscente SP. CASSIO VECELLINO accusato di operare per diventare unico regnante

484  - Consoli, K. FABIO VIBULENO e L. EMILIO MAMERCO.- Costruzione del Tempio di Castore e Polluce

483  - Consoli,  L. VALERIO POTITO e M. FABIO VIBULENO

482  - Consoli,  C. GIULIO IULLO e Q. FABIO VIBULENO

481  - Consoli, SP. FURIO FUSO e K. FABIO VIBULENO

480  - A Roma consoli,  M. FABIO VIBULENO e CN MANLIO CINCINNATO. - Invasione dei Persiani in Grecia. Resistenza eroica di Leonida alle Termopili. Battaglia di Salamina. Sconfitta dei Persiani.
* Gli storici pongono con questa data la fine del periodo arcaico e l'inizio dell' ETA' CLASSICA   nelle vicende culturali greche; quelle che andranno a influenzare anche tutto il mondo romano dei prossimi secoli

479  - Consoli,  K. FABIO VIBULENO e T. VIRGINIO TRICOSTO RUTILO

478  - Consoli,  L. EMILIO MEMERCO e C. SERVILIO STRUCTO AHALA

477 - Consoli, C. ORAZIO PULVILLO e T. MENENIO LANATO. Inizia la guerra contro i Veienti.  Veio contro Roma. Sconfitta amara dei romani. Quasi tutti i membri della grande famiglia romana dei Fabi sono uccisi nei pressi del fiume Cremera

475 - Consoli, P. VALERIO PUBLICOLA e c. NAUTIO RUTILO. Battaglia, vittoria e fasti per il primo contro i Veienti e i Sabini

474 - Consoli, L. FURIO MEDULLINO e A. MANLIO VULSONE. - A Cuma gli Etruschi sono costretti a lasciare la Campania dopo un attacco navale  scatenato dai Greci cumani, che hanno chiesto l'appoggio a Gerone di Siracusa

473 - Consoli, VOLPISCO GIULIO IULLO e L. EMILIO MAMERCO

472 - Consoli P. FURIO MEDULLINO FUSO e L. PINARIO MAMERCINO RUFO.
* In Atene si rappresenta la prima e la più antica tragedia greca che si conosca. I Persiani, di Eschilo.
* Inizio del Classicismo. Età d'oro delle arti e delle lettere greche

471 - Consoli T. QUINTIO CAPITOLINO BARBATO e  AP. CLAUDIO CRASSINO.
* Incerta l'istituzione a questa data dei   comizi centuriati, che un altra tradizione attribuisce a  Servio Tullio

470 - Consoli, T. EMILIO MAMERCO e L. VALERIO POTITO. - Roma divisa in 16 tribù rustiche e 4 urbane

469 - Consoli, T. NUMICIO PRISCO e A. VERGINIO CELIOMONTANO.
* In Atene nasce SOCRATE

468 - Consoli, Q. SERVILIO STRUCTO PRISCO e T. QUINTIO  BARBATO che riceve Fasti per le vittorie su Volsci Anziati

467 - Consoli, TI. EMILIO MAMERCO e Q. FABIO VIBULENO. - Anzio è trasformata in  colonia romana

466 - Consoli, Q. SERVILIO PRISCO e POSTUMIO ALBO REGILLESE.
* Atene: SOFOCLE raccoglie il suo primo successo

465 - Consoli, T. QUINTIO CAPITOLINO BARBATO e Q. FABIO VIBULENO

464 - Consoli, A. POSTUMIO ALBO REGILLESE e SP. MEDULLINO FUSO.

463 - Consoli, P. SERVILIO PRISCO e L. EBUTIO HELVA

462 - Consoli, L. LUCREZIO TRICIPITINO e T. VETURIO GEMINO CICURINO. -  Per entrambi Fasti, trionfi e ovazioni per una spedizione sugli Equi e sui Volsci.
* In Grecia Pericle attua le riforme e lo Stato Democratico con le assemblee popolari

461 - Consoli, P. VOLUMNIO AMINTINO GALLO e SER. SULPICIO CAMERINO CORNUTO. - Ad Atene ascesa di Pericle che introduce le riforme democratiche aprendo l'arcontato a quasi tutti i cittadini possidenti

460 - Consoli, P. VALERIO PUBLICOLA e C. CLAUDIO INREGILLESE SABINO. - In Grecia nasce Ippocrate e Democrito. - In Persia termina la costruzione del palazzo di Persepoli.- In Grecia a Olimpia il Tempio di Zeus, sul frontone la Centauromachia. (*). A Selinunte in Sicilia i Templi F e E;  in quest'ultimo nella metope la Hierogamia (nozze sacre di Zeus e Hera). - (*) Sul Partenone di Atene nel 438, con lo stesso tema dei miti attici

459 - Consoli, Q. FABIO VIBULENO e L. CORNELIO MALUGINESE.- Fasti trionfali per vittorie su  equi, volsci e anziati

458 - Consoli, C. NAUTIO RUTILO e M. PAPRIRIO CARVENTANO. Ma é nominato dittatore L. QUINTIO CINCINNATO  nominato dittatore per condurre la guerra contro gli Equi che avevano assediato l'esercito di   MINUCIO. Sono sconfitti e i fasti registrano il suo trionfo. -  CINCINNATO dopo la vittoria preferisce ritirarsi  a vita privata

457 - Consoli C. ORAZIO PULVILLO e Q. MINUCIO ESQUILINO. La plebe fa la richiesta di portare i suoi rappresentanti  tribuni siano portati a dieci. (non conosciamo se prima erano solo due o erano già stati portati a cinque in precedenza)

456 - Consoli, Sp. VERGINIO TRICOSTO CELIOMONTANO e M. VALERIO MASSIMO LECTUCA

455 - Consoli T. ROMILIO ROCO VATICANO e    C. VETURIO CICURINO.
* Costruzione a Siracusa dell Athenaion (il tempio dorico oggi trasformato in Cattedrale), e dei Templi di Agrigento di Hera e Concordia. A Pasteum, l'Heraion

454 - Consoli, SP. TARPERO MONTANO CAPITOLINO e A. ATERNIO VARO FONTINALE

453 - Consoli, SESTO QUINTILIO e P. CURIATO FISTO TRIGEMINO

452 - Consoli, T. MENENIO LANATO e P. SESTIO CAPITONE VATICANO. - Ad Atene si promulga la legge sul diritto della cittadinanza, data solo a chi é figlio di entrambi genitori ateniesi. (Roma, osserva e ascolta!)

451 - Consoli, APPIO CLAUDIO CRASSO e T. GENUCIO AUGURINO

450 - Nomina dei decemviri, composto da 5 patrizi e da 5 plebei,  con l'incarico di elaborare e compilare per iscrittoun CODICE giuridico detto poi delle DODICI TAVOLE in sostituzione del diritto consuetudinario. Grazie a questo primo codice si pose fine agli abusi che i patrizi commettevano ai danni della plebe, approfittando del fatto che la tradizione orale delle leggi ne permettevano una interpretazione a loro favore..- Secondo Livio i decemviri erano: APPIO CLAUDIO, T. GENUCIO, P. SESTIO. S. VETURIO, SP. POSTUMIO, T. ROMILIO, P. CURIATIO, P. SULPICIO, A. MANLIO, C. GIULIO

Si codificano il diritto privato, quello processuale e penale, e il diritto pubblico e quello sacrale. (Una stesura molto influenzata dal diritto greco: dalle leggi di Solone del 594 a.C. che intervenne per ristabilire l'ordine turbato da violenti conflitti sociali. Fu considerato il fondatore della democrazia greca, ma in realtà eliminò solo le aberrazioni del vecchio ordine, mantenendo inalterata la struttura basata sul censo e incanalando la pressione popolare con l'istituzione del consiglio dei 400. Di Solone ci sono pervenuti frammenti in versi di stile oratori, permeati di un profondo moralismo. Un rigorismo diretto solo a esaltare le virtù dei nobili. (Quello che stava accadendo a Roma in questo periodo). Tra l'altro nelle leggi c'è il divieto di contrarre matrimonio tra patrizi e plebei. Durerà poco: nel 445 con la Lex Canuleia il divieto sarà abrogato.
* Movimenti dagli Abruzzi e Molise di una popolazione che inizia ad occupare le pianure della Campania fino a Capua. Sono i SANNITI, che hanno l'intenzione di restare sul territorio anche a costo di scatenare una guerra

449 - I decemviri dopo la promulgazione delle leggi  restarono in carica, ma un fatto di sangue (il padre uccise una figlia piuttosto che vederla ridotta in un' ingiusta schiavitù) sollevò il popolo chiedendo il ritorno alle vecchie leggi. I decemviri fecero tutti una brutta fine: Appio Claudio si suicidò. Sp. Oppio venne catturato e giustiziato, e agli altri furono confiscati i beni e scelsero l'esilio volontario. E' il trionfo degli interessi di Stato su quelli di classe.
* Sono nominati consoli L. VALERIO PUBLICOLA e M. ORAZIO BARBATO, che pubblicano anche le leggi dette Valerie-Orazie: si sanciva il diritto di appello della plebe; com'era avvenuto in questo caso con i decemviri.
* I due consoli celebrano anche un trionfo; il primo  dopo una campagna militare contro  gli Equi; il secondo per aver portato a termine una campagna vittoriosa scontro con i Sabini.
* Ad Atene Fidia inizia la costruzione del Partenone; e Callicatre termina il Tempio di Athena Nike, sull'Acropoli

448 - Consoli, LARS ERMINIO CORITENESANO e T. VIRGINIO TRICOSTO CELIOMONTANO. Si riapre la guerra contro gli  Equi, Volsci e Sabini

447 - Sono eletti Consoli, M. GEGANIO MACERINO e C. GIULIO IULLO

446 - Elezione dei Consoli, AGRIPPA FURIO FUSO e T. QUINTIO CAPITOLINO BARBATO

445 - Consoli, C. CURTIO FILONE e M. GENUCIO AUGURINO.  Viene promulgata la  legge Canuleia , che abroga il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei, fino a quest'anno in vigore. (é durata solo cinque anni)

444 - Istituzione dei tribuni militari con poteri consolari. D'ora in avanti in luogo di due sarnno eletti tre tribuni militari con potere consolare. - I primi tre sono A. SEPRONIO ATRATINO, T. CLELIO SICULO e L. ATILIO LUSCO. Ma qualcosa non va nell'elezione. Sono sostituiti da due consoli L. PAPIRIO MUGILLANO e L. SEMPRONIO ATRATINO

443 - Istituzione della censura   esercitata dai due consoli  MUGILLANO e SEMPRONIO.  I compiti sono quelli di classificare i cittadini secondo le origini e il censo; controllare la spesa pubblica; sorvegliare i costumi dei romani;  e alcuni compiti di sorveglianza amministrativa di vario genere. Censura riservata all'inizio solo ai patrizi

442 - Consoli, M. FABIO VIBULENO con EBUTIO ELVA CORNICEN. - Ardea ( fondata dai rutuli.)  nuova colonia latina

441 - Consoli, M. PAPIRIO CRASSO e C. FURIO PACILO FUSO

440 - Consoli, MENENIO AGRIPPA LANATO e PROCULO GEGANIO MACERINO

439 - Consoli QUINTIO CAPITOLINO BARBATO e MENENIO AGRIPPA LANATO

438 - Nominati non più due consoli ma tre tribuni militari: EMILIO MAMERCINO, GIULIO IULLO, QUINTIO CINCINNATO.
* In Atene é inaugurato il Partenone

437 - Consoli, M. GEGANIO MACERINO, L. SERGIO FIDENATE, con il suffectus M. VALERIO LACTUCA

436 - Consoli, L. PAPINIO CRASSO e M. CORNELIO MALUGINESE

435 - Consoli, C. GIULIO IULIO e   L. VIRGINIO TRICOSTO. Nella censura  C. FURIO PACILO e M. GEGANIO MACERINO. Ma entro l'anno viene nominato un dittatore, Q, SERVILIO PRISCO (o Fidenate)

434 - Consoli: confusione nelle registrazioni. Compaiono C. GIULIO IULIO e L. VIRGINIO TRICOSTO  già eletti l'anno precedente; poi contemporaneamente compaiono tre tribuni militari, M. MANLIO CAPITOLINO, Q, SULPICIO PRETESTATO e CORNELIO COSSO. Inoltre é registrato anche un dittatore    MAMERCO EMILIO MAMERCINO

433 - Consoli nessuno, ma tre tribuni militari con lo stesso potere: M. FABIO VIBULENO, M. FOSLIO FLACCINATORE e L. SERGIO FIDENATE

432 - Ancora tre tribuni militari: L. PINARIO MAMERCINO, L. FURIO MEDULINO e POSTUMIO ALBO REGILLENSE

431 - Consoli, T. QUINTIO PENO CINCINNATO e GIULIO MENTONE. Nomina anche di un dittatore, A. POSTUMIO TUBERTO, per comandare una campagna militare, vittoriosa, sul monte Algido sugli Equi e sui Volsci a Carsioli.
* In Grecia rotta la pace Atene con Sparta, inizia la guerra che sarà ricordata "del Peloponneso"

430 - Consoli, L. PAIRIO CRASSO e L. GIULIO IULLO. Confusione nella lista sulla censura di L. PAPIRIO o L. Pinario

429 - Consoli, HOSTO LUCREZIO TRICIPITINO e L. SERGIO FIDENATE

428 - Consoli, T. QUINTIO PENO CINCINNATO e A. CORNELIO COSSO

427 - Consoli, C. SERVILIO STRUCTO e L. PAPIRIO MUGILLANO. - Nasce in Grecia PLATONE (Altri il 428)

426 - Elezione di quattro tribuni militari: CORNELIO COSSO, QUINTIO PENO CINCINNATO, C. FURIO PACILO FUSO e M. POSTUMIO ALBINO REGILLENSE. E compare anche la nomina di un dittatore, MAMERCO EMILIO MAMERCINO.
* Guerra ancora a Veio. Scontro personale tra  il re di Veio Larte Tolumnio e il console  CORNELIO COSSO, vincitore.
* Segue una punizione dei romani contro la ribelle Fidene (alleata di Veio) ed é   incorporata nel territorio romano

425 - Sono eletti quattro tribuni: A. SEMPRONIO ATRATINO, QUINTIO CINCINNATO, FURIO MEDULLINO, ORAZIO BARBATO

424 - Ancora quattro tribuni militari:    TI. CLAUDIO CRASSO, SP. NAUTIO RUTILO, L. SERGIO FIDENATE, GIULIO IULLO

423 - Ritorno all'elezione di soli due consoli: C. SEMPRONIO ATRATINO e Q. FABIO VIBULENO

422 - Elezione di tre tribuni militari:    Q. ANTONIO MERENDA, L. MANLIO CAPITOLINO e L. PAPIRIO MUGILLANO

421 - Elezione dei consoli:  CN. FABIO VIBULENO e T. QUINTIO CAPITOLINO BARBATO.
* I plebei ottengono l'ammissione al collegio dei questori. (nel 409 addirittura la maggioranza)

420 - Quattro militari: T. QUINTIO PENO CINCINNATO, L. FURIO MEDULLINO, M. MARIO VULSONE, A. SEMPRONIO ATRATINO.
* I Sanniti insistono sull'occupazione della Campania, spingendosi fino ad occupare la stessa Cuma.

419 - Quattro militari:  AGRIPPA MENENIO LANATO, P. LUCRETIO TRICIPITINO,  SP. NAUTIO RUTILO, C. SERVILIO AXILLA

418 - Tre consoli militari: M. PAPIRIO MUGILLANO, C. SERVILIO AXILLA e L. SERGIO FIDENATE. Figura anche un dittatore nel corso dell'anno, Q. SERVILIO PRISCO FIDENATE, e un censore L. PAPIRIO. - Spedizione punitiva contro Labicum per essersi alleata con gli Equi. Prisco la conquista e la città diviene colonia  latina romana

417 - Quattro militari: L. LUCRETIO TRICIPITINO, AGRIPPA MENENIO LANATO, SERVILIO AXILLA E VETURIO CRASSO CICURINO

416 - Quattro militari: A. SEMPRONIO ATRATINO, Q. FABIO VIBULENO, M. PAPIRIO MUGILLANO, SP.NAUTIO RUTILO.
* In Sicilia Segesta e Lentini temendo Siracusa chiede aiuti agli ateniesi trovando disponibile Alcibiade

415 - Quattro militari: Q. QUINTIO CINCINNATO, N. FABIO VIBULENO, P. CORNELIO COSSO, C. VALERIO POTITO VOLUSO

414 - Quattro militari: L. VALERIO POTITO, Q. FABIO VIBULENO, P. POSTUMIO ALBINO REGILLENSE, CN. CORNELIO COSSO

413 - Un ritorno all'elezione di due consoli: A. CORNELIO COSSO e L. FURIO MEDULLINO.
* L'intervento degli ateniesi in Sicilia si conclude con un disastro. Duecento navi e 40.000 uomini catturati. Nel frattempo a Siracusa sorge un leggendario Diocle con delle riforme democratiche che faranno scuola

412 - Ancora due consoli alle elezioni:    Q. FABIO AMBUSTO e C. FURIO PACILO.
* A Siracusa nelle attività legislative di Diocle compaiono le prime monete in argento (Decadrammi)

411 - Elezione a Roma di due consoli: M. PAPIRIO MUGILLANO e SP. NAUTIO RUTILIO

410 - Elezione a dei consoli C. VALERIO POTITO VOLUSO e M. EMILIO MAMERCINO

409 - Elezione a Roma dei consoli   CN. CORNELIO COSSO e L. FURIO MEDULLINO.
*  I segestani  delusi dai greci chiedono aiuto ai Cartaginesi, che sbarcano e distruggono Selinunte e Imera.

408 - A Roma tre militari, C. GIULIO IULLO, C. SERVILIO AHALA, P. CORNELIO COSSO e il dittatore P. CORNELIO RUTILO COSSO

407 - Quattro militari: N. FABIO AMBUSTO, C. SERVILIO AHALA, L. FURIO MEDULLINO, C. VALERIO POTITO VALUSO

406 - Quattro militari: P. CORNELIO RUTILO COSSO, CN. CORNELIO COSSO, L. VALERIO POTITO E N. FABIO AMBUSTO.
* I romani decidono di iniziare una guerra a oltranza contro gli Etruschi fino al    risolutivo totale annientamento. Tra le altre strategie di guerra sono intenzionati ad applicare su Veio l'assedio della città bloccando ogni via di comunicazione.
* I cartaginesi ormai in Sicilia, dopo Selinunte, procedono alla conquista   di Agrigento, Gela e Camarina.
* A Siracusa con la minaccia cartaginese, é eletto Dionisio, che si trasforma in un tiranno (dell'aristocrazia però).

405 - Singolare elezione: sono eletti sei tribuni militari con potere consolare: A. MANLIO VULSONE CAPITOLINO, L. FURIO MEDULLINO, M. EMILIO MAMERCINO, Q. QUINTIO CINCINNATO, T. QUINTIO CAPITOLINO BARBATO, C. GIULIO IULLO.

404 - A Roma un'altra elezione di sei tribuni militari: CN. CORNELIO COSSO, K. FABIO AMBUSTO, SP. NAUTIO RUTILO, C. VALERIO POTITO VOLUSO, M. SERGIO FIDENATE, P. CORNELIO MALUGINENSE.
* In Grecia termina la guerra del Peloponneso con la resa di Atene agli spartani. Distruzione delle mura. Instaurazione dei 30 tiranni. Durissime le condizione imposte agli ateniesi.

403 - Nuova elezione di sei militari, L VALERIO POTITO, M. MARIO FUSO, L. GIULIO IULLO, M. EMILIO MAMERCINO, AP. CLAUDIO CRASSO,    M. QUINTILIO VARO e due censori: M. POSTUMIO ALBINO E M. FURIO CAMILLO.

402 - Altra elezione di sei militari: M. SERGIO FIDENATE, A. MANLIO VULSONE, Q. SULPICIO CANERINO CORNUTO, L. VIRGINIO TRICOSTO ESQUILINO, Q. SERVILIO FIDENATE, C. SERVILIO AHALA.  Ma si dimettono tutti prima della fine del mandato.

401 - Rinnovo consolare con altri sei militari: K. FABIO AMBUSTO, M. FURIO CAMILLO, CN. CORNELIO COSSO, L. VALERIO POTITO, L. GIULIO IULLO, M. EMILIO MAMERCINO.

400 - Elezione di sei tribuni militari con il solito potere consolare: L. TITINIO PANSA SACCO, P. MANLIO VULSONE, P. LICINIO CALVO ESQUILINO, P. MELIO CAPITOLINO, SP. FURIO MEDULLINO, L. PUBLILIO FILONE VOLSCO.
* Una migrazione di Galli insubri (celti), scendono nella transpadana, e al centro di questa fondano MILANO.
* A Siracusa nuove tecnologie per la guerra. Sono costruite le prime catapulte per lanciare i massi sui nemici.

399 - A Roma niente consoli ma ancora sei tribuni militari: VALERIO PUBLILIO FILONE, M. VETURIO CRASSO CICURINO, C. DUILIO LONGO, M. PAMPONIO RUFO, L. ATTILIO PRISCO, CN. GENUCIO AUGURINO

398 - Altri sei tribuni militari a Roma-    Q. SULPICIO CAMERINO CORNUTO, Q. SERVILIO FIDENATE, M. VALERIO LACTUCINO MASSIMO, L. VALERIO POTITO, M. FURIO CAMILLO, L. FURIO MEDULLINO.
* A Siracusa, Dionisio il tiranno, riunisce tutti i greci in Sicilia per una guerra punica contro i Cartaginesi.

397 - Elezione  di sei tribuni militari: L. GIULIO IULLO, L. FURIO MEDULLINO, A. POSTUMIO ALBINO REGILLESE, P. CORNELIO MALUGINENSE, A. MANLIO VULSONE CAPITOLINO, L. SERGIO FIDENATE, poi destituiti per vizio di forma nell'elezione.
* In Sicilia, Dionisio é sconfitto dai Cartaginesi che occupano Messina e a sud  un avamposto: Lilibeo(Marsala)

396 -  Nuovi tribuni militari a Roma: L. ATTILIO PRISCO, L. TITINIO PANSA SACCO, P.LICINIO CALVO, P. MELIO CAPITOLINO, Q. MANLIO VULSONE CAPITOLINO, CN. GENUCIO AUGURINO.
*Nel corso dell'anno é nominato dittatore FURIO CAMILLO per mettere fine alla guerra contro Veio, ormai assediata ininterrottamente da dieci anni. La città con l'ultima spallata è costretta a capitolare. E' la fine di Veio etrusca.
* Con la caduta di Veio, l'espansione romana verso nord sarebbe ora possibile se intorno a questo periodo non si verificassero movimenti migratori di due popoli, i Celti e i Sanniti.
* I Celti provenienti dall'Alto Reno e Alto Danubio in possesso di armi di ferro si assicuranoun certo predominio militare sotto la guida di una aristocrazia guerriera. Una grossa autorità all'interno la godono i sacerdoti (i Druidi) gli unici a celebrare i sacrifici e decidere in materia di diritto.
* Invasione di Celti Galli (Senoni) in Emilia, Toscana, Umbria, Lazio. Primi contatti   tra Romani e Galli  a Clusium (Chiusi).

395 - Elezione di sei tribuni   militari: M. VALERIO LACTUCINO MASSIMO, P. CORNELIO COSSO, P. CORNELIO SCIPIONE, K. FABIO AMBUSTO, L. FURIO MEDULINO, Q. SERVILIO FIDENATE.

394 - Elezione di sei tribuni militari: P. CORNELIO, M. GURIO CAMILLO, L. FURIO MEDULLINO, C. EMILIO MAMERCINO, L. VALERIO PUBLICOLA, SP. POSTUMIO ALBINO REGILLESE, P. CORNELIO.

393 - Elezione di due consoli:  L. VALERIO POTITO e P. CORNELIO MALUGINENSE (ma compaiono nello stesso anno due altri consoli: L. LUCREZIO TRICIPITINO  FLAVO e SER. SULPICIO CAMERINO). Poi nello stesso anno alla censura C. GIULIO IULLO e L. PAPIRIO CURSORE.
* La Lega Latina quest'anno con il permesso di Roma fonda una sua colonia a Circeti.

392 - Nuova elezione di due consoli: L. VALERIO POTITO E M. MANLIO CAPITOLINO.
* Complicazioni in Sicilia. Dionisio stipula una pace con i Cartaginesi, ma nello stesso tempo fa guerra alla città di Reggio Calabria e con tutte quelle città di origine greca che sembra che con Reggio si stiano coalizzando contro Siracusa.

391 - A Roma si ritorna all'elezione di sei tribuni militari: C. EMILIO MAMERCINO, L. LUCREZIO TRICIPITINO FLAVO, SER. SULPICIO CAMERINO, L. FURIO MEDULLINO, L. EMILIO MAMERCINO, AGRIPPA FURIO FUSO.
* Chiusi che si era alleata già da tempo con i romani, é assediata dai nuovi arrivati: dai Galli senoni guidati da Brenno che cingono d'assedio la città. Roma con il patto di reciproca alleanza é costretta ad intervenire con i suoi militari.

390 - Elezione di sei tribuni militari: Q. FABIO AMBUSTO, K. FABIO AMBUSTO, N. FABIO AMBUSTO Q. SULPICIO LONGO, Q. SERVILIO FIDENATE, P. CORNELIO MALUGINENSE.
* A Chiusi l'intervento di Roma sui Galli non è stato gradito da BRENNO; i romani subiscono una disastrosa sconfitta dai galli che ora si preparano a scendere su Roma.
* Una spedizione dei Siracusani greci di DIONE, risalgono l'Adriatico e fondano    sulla costa ANCONA.

389 - A Roma elezione di sei tribuni militari: L. EMILIO MAMERCINO, L. VIRGINIO TRICOSTO, P. CORNELIO, L. VALERIO PUBLICOLA, L. POSTUMIO ALBINO REGILLENSE, A. MANLIO CAPITOLINO. (ma sembra che ne siano stati eletti otto, oppure sostituiti due visto che compaiono altri due nomi: L. PAPIRIO E M. FURIO).

388 - Nessun console ma altri sei tribuni militari eletti con potere consolare: SER. SULPICIO RUFO, L. LUCREZIO TRICIPITINO FLAVO, T. QUINTIO CINCINNATO CAPITOLINO, Q. SERVILIO FIDENATE, L. GIULIO IULLO, L. AQUILIO CORVO.
* Platone fa la sua comparsa a Siracusa, ospite di Dione. La sua intenzione è di mettere in pratica su questo territorio  il suo progetto di riforma etico-politico esposto nel famoso dialogo Repubblica. Ma la tirannia di Dionisio è più forte.

387 - Elezione di altri sei tribuni con potere consolare: L. CORNELIO, L. PAPIRIO CURSORE, CN. SERGIO FIDENATE COSSONE, L. EMILIO MAMERCINO, L. VALERIO PUBLICOLA, LICINIO MENENIO LANATO.

387- 18 LUGLIO - Dopo la vittoria a Chiusi i Galli di Brenno si sono organizzati per attaccare Roma; iniziano a cingerla con un accerchiamento. E' nominato in fretta dittatore M. FURIO CAMILLO, che mette insieme un esercito e  affronta i Galli; ma lo scontro fa registrare una disastrosa sconfitta dei romani. La città é posta sotto assedio. Gli abitanti temendo il peggio si rifugiano sul Campidoglio ma sono poi costretti alla resa. Viene proposto un compromesso a BRENNO: pagare un riscatto per l'abbandono della città: Gli invasori accettano e si ritirano.
* Nel corso dell'assedio, nella città si é sviluppato un grande incendio incenerendo le case ancora in legno con tetti di paglia.
* PLATONE deluso abbandona  la Sicilia, torna ad Atene e fonda la sua scuola filosofica e l'ACCADEMIA. Per la prima volta entra nelle scuole anche lo studio specifico della matematica, ritenuta indispensabile per l'educazione dei giovani. Il mondo nuovo, la vita sempre più moderna e tecnologica,  richiede questa riforma urgente e necessaria alla scuola.

386 - Elezioni di sei tribuni militari: P. VALERIO PUBLICOLA, SER. CORNELIO MALUGINENSE, Q. SERVILIO FIDENATE, M. FURIO CAMILLO, L. QUINTIO CINCINNATO, L. ORAZIO PULVILLO.
* In Sicilia DIONISIO di Siracusa con una spedizione navale si impadronisce di Reggio Calabria dopo mesi di lungo assedio.

385 - Elezione di sei tribuni militari: CN. SERGIO FIDENATE, L. PAPIRIO CURSORE, A. MANLIO CAPITOLINO, P. CORNELIO, L. QUINTIO CAPITOLINO, T. QUINTIO CINCINNATO CAPITOLINO. - E' nominato anche un dittatore per la campagna militare contro i Volsci.
* Processo contro un ex  tribuno, M. MANLIO CAPITOLINO per aver capeggiata una sommossa di plebei contro i poteri consolari con l'intenzione di farsi eleggere dal popolo unico governante della repubblica romana, o Re dittatore.
* Con il permesso di Roma la Lega Latina costituisce una colonia  dentro il territorio dei Volsci:  Satrico.

384 - Elezione  di sei tribuni militari con poteri consolari: T. QUINTIO CINCINNATO CAPITOLINO, SER. SULPICIO RUFO, SER. CORNELIO MALUGINENSE, P. VALERIO POTITO PUBLICOLA, M. FURIO CAMILLO, C. PAPIRIO CRASSO.
* Terminato il processo contro MANLIO CAPITOLINO, per cospirazione contro lo Stato é condannato al precipizio alla Rupe Tarpea del colle Capitolino.

383 - Elezione di sei tribuni: M. TREBONIO, L. VALERIO PUBLICOLA, A. MANLIO CAPITOLINO, SER. SULPICIO RUFO, L. LUCREZIO TRICIPITINO FLAVO, L. EMILIO MAMERCINO.
* Altra colonia della Lega Latina a Sutri e a Nepi, sempre con il permesso dei romani.

382 - Elezione di sei tribuni con potere consolare: SP. PAPIRIO, Q. SERVILIO FIDENATE, SER. CORNELIO MALUGINENSE, C. SULPICIO CAMERINO, L. PAPIRIO CRASSO, L. EMILIO MAMERCINO.
* La Lega Latino in accordo con Roma fonda una nuova colonia a Sezze.

381 - Elezione di sei tribuni militari:   M. FURIO CAMILLO (cui é dato anche poteri dittatoriali per continuare una guerra contro i Volsci), A. POSTUMIO ALBINO REGILLENSE, L. POSTUMIO ALBINO REGILLENSE, L. LUCREZIO TRICIPITINO FLAVO, L. FURIO MEDULLINO, M. FABIO AMBUSTO.

380 - Preoccupazioni a Roma sia per le nuove scorrerie di Prenestini, ma soprattutto di Galli  che stanno aggirandosi nei paraggi facendo scorrerie nelle città alleate con Roma e minacciando la stessa Roma. Sono eletti nove tribuni militari con potere consolare: L. PAPILIO MUGILLANO, L. VALERIO PUBLICOLA, P. VALERIO POTITO PUBLICOLA, SER. CORNELIO MALUGINENSE, LICINIO MENENIO LANATO, C. SULPICIO PETICO, L. EMILIO MAMERCINO, CN. SERGIO FIDENATE COSSONE, TI. PAPIRIO CRASSO. - Nominato pure un dittatore:  T. QUINTIO CINCINNATO CAPITOLINO per l'emergenza Galli.
* L'arte di questo periodo è notevole sia in Grecia (Naucide scolpisce il Discobolo), che in Etruria. Di questo periodo le sculture delle tombe di Chianciano ( Coppia con defunto e genio alato), e a Chiusi, mater matuta con bambino.

379 - A Roma elezione di otto tribuni militari:  L. ANTISTIO, P. TREBONIO, C. SESTILIO, P. MANLIO CAPITOLINO, C. MANLIO, C. ERENUCIO, L. GIULIO IULLO, M. ALBINO, C. SESTILIO.

378 - Elezione di sei tribuni militari: L. GEGANIO MACERINO, Q. SERVILIO FIDENATE, SP. FURIO, LICINIO MENENIO LANATO, P. CLELIO SICULO, M. ORAZIO. - Una censura di Q. CLELIO SICULO E SP. SERVILIO PRISCO.
* Con  una spedizione, il tiranno di Siracusa DIONISIO, dopo un assedio, conquista la città  "greca" di Crotone.
*  Dopo l'invasione dei Galli e il timore che si ripresentano nuovamente a Roma, si accelerano i lavori e si porta a termine la costruzione delle mura  SERVIANE,    la cui costruzione con lo scopo di una efficace difesa,  era iniziata fin dal   577.

377 - Elezione di sei tribuni militari: SER. SULPICIO PRETESTATO, L. EMILIO MAMERCINO, P. VALERIO POTITO PUBLICOLA, C. VENTURO CRASSO CICURINO, L. QUINTIO CINCINNATO, C. QUINTIO CINCINNATO.

376 - Elezione movimentata a Roma. Sei tribuni militari: SER. CORNELIO MALUGINENSE, SER. SULPICIO PRESTESTATO, LINIO MENENIO LANATO, L. PAPIRIO CRASSO. - Sono contestati dai tribuni della plebe, LICINIO STOLONE e SESTIO LATERANO.
*  Inizio di continue e accese contestazioni  per impedire il nepotismo e la immobilità politica  di alcuni personaggi che ricompaiono  spesso nelle cariche pubbliche e sono eletti nelle liste dei tribuni militari da anni, o con i figli e con   i nipoti.

375 - La contestazione accennata sopra dai tribuni plebei non permette un'elezione quest'anno né di consoli né di tribuni militari, né di magistrati.

374 - Le polemiche e le contestazioni continuano; non sono eletti nè consoli ne tribuni militari. La contesa continua

373 - Idem come sopra, nessuna Elezione.

372 - Idem come sopra, nessuna Elezione.

371 - Idem come sopra, nessuna Elezione.
* Intanto i Sanniti , si organizzano in una Lega e iniziano a muoversi in quattro direzioni: verso Corfinio, verso il Piceno, verso l'Apulia e verso le coste occidentali avvicinandosi a Capua, Cuma, Posidonia.

370 - Dopo cinque anni di predominio dei tribuni della plebe che hanno, appena eletti sospeso i consoli o i tribuni militari, Roma torna ad eleggere sei tribuni militari:  SER. CORNELIO MALUGINENSE, L. FURIO MEDULLINO, A. MANLIO CAPITOLINO, C. VALERIO POTITO, P. VALERIO POLITO PUBLICOLA, SER SULPICIO PRETESTATO. - I nomi sono sempre quelli !
* Imitando Roma, dopo le scorrerie dei Galli, Volterra inizia a costruire una cinta muraria incompleta da decenni.

369 - Elezione di sei tribuni militari:   M. FABIO AMBUSTO, C. VETURIO CRASSO CICURINO, Q. SERVILIO FIDENATE, Q. QUINTIO CINCINNATO, A. CORNELIO COSSO, M. CORNELIO MALUGINENSE.

368 - Elezione di sei tribuni militari: L. VETURIO CICURINO, T. QUINTIO CINCINNATO CAPITOLINO, SER. CORNELIO MALUGINENSE, SER. SULPICIO PRETESTATO, SP. SERVILIO STRUTTO, L. PAPIRIO CRASSO. - Per l'emergenza Galli, é nominato dittatore ancora Furio Camillo, ma è contestato dalla plebe e sostituito con P. MANLIO CAPITOLINO.
* In Sicilia, Dionisio riprende le ostilità contro i cartaginesi.

367 - Elezione ancora contrastate da polemiche dei plebei. Capi popolo da quasi dieci anni  i due DINAMICI  LICINIO STOLONE e SESTIO LATERANO. La contestazione termina con il varo delle leggi Licinie-Sestie. Ammissione dei plebei al consolato, cioè uno dei due consoli deve essere plebeo, e così in tutte le magistrature.  riduzione dei debiti; Discusse pure alcune norme sull'agro pubblico: limitazione dell'occupazione privata a 500 iugeri (125 ettari).
* Si forma una casta di alti funzionari composta di patrizi e plebei. Per questi ultimi (i più abbienti) libertà d'accesso a tutte le cariche, compresa quella della dignità sacerdotale (Lex Ogulnia). Fine della lotta di classe nell'interesse dello Stato.
* Segue l'elezione di sei tribuni militari in luogo dei consoli: P. MANLIO CAPITOLINO, A. CORNELIO CRASSO, M. CORNELIO MALUGINENSE, M. GEGANIO MACERINO, L. VENTURIO CRASSO CICURINO, P. VALERIO POTITO PUBLICOLA.
* Eletto  dittatore - l'anno precedente contestato - M. Furio Camillo, che deve affrontare un' incursione di Galli. Una menzione nella lista dei Fasti trionfali, significa che la sua spedizione ha avuto il pieno successo militare.

366 - A Roma grande confusione per le elezioni. Si ritorna alla nomina dei consoli con L. Emilio Mamercino e L. Sestio Sestino Laterano. Mentre alla censuria troviamo un certo Postumio Albino Regillense e C. Sulpicio Petico che inizia una lunga carriera politica; lo ritroveremo fino al 351 sempre fra gli eletti,  con vari incarichi e cinque consolati.

365 - Elezione a Roma di due consoli: Q. SERVILIO AHALA e L. GENUCIO AVENTINESE.

364 -  Nuovi consoli quest'anno: C. LICINIO STOLONE e C. SULPICIO PETICO

363 - Elezione a consoli,  L. EMILIO MAMERCINO e CN. GENUCIO AVENTINO.  Nomina anche di un dittatore, L. MANLIO CAPITOLINO, che cade nel fango della corruzione per alcuni  favori nei confronti di alcuni richiamati alla leva militare

362 - Eletti consoli, L. GENUCIO AVENTINENSE e Q. SERVILIO AHALA. - Nel corso dell'anno muore Genucio e prende il suo posto   AP. CLAUDIO MASSSIMO, che per la  guerra contro gli Ernici, é nominato   anche dittatore. E' il primo plebeo nella storia ad assumere il comando dell'esercito romano con pieni poteri

361 - Due i consoli quest'anno: C. SULPICIO PETICO e C. LICINIO CALVO. Per un'altra spedizione contro i Galli, é nominato dittatore T. QUINTIO PENNO CAPITOLINO CRISPINO, ed é registrato nei Fasti, un suo trionfo contro i Galli

360 -  Consoli, C. PETELIO LIBONE BALDO e M. FABIO AMBUSTO con dittatore Q. SERVILIO AHALA. Registrato nei Fasti un trionfo a suo nome per una battaglia contro i galli, e nello stesso tempo un altro trionfo dello stesso console Petelio contro i tiburtini e per uno scontro anche lui con i Galli.
* In Grecia, Policleto costruisce il Teatro a Epidauro, mentre in piena attività Prassitele con Afrodite  e l'Eros

359 - Consoli a Roma: CN. MANLIO CAPITOLINO IMPERIOSO e M. POPILIO LENATE

358 - Consoli,  C. PLAUTIO PROCULO e C. FABIO AMBUSTO. DITTATORE  C. SULPICIO PETICO che fa registrare nel corso dell'anno un trionfo in uno scontro con i Galli. - Un altro trionfo  registrato porta il nome del console PROCULO   per un insolito intervento su due alleati di Roma, gli Ernici e i Sabini.   Questi,  visti impegnati i romani contro i Galli,   hanno approfittato per rompere l'alleanza. L'intervento li costringe - non sappiamo con quale mezzo - a rinnovare i patti stipulati  con il Foedus Cassianum.

357 - Consoli a Roma, CN. MANLIO CAPITOLINO con C. MARCIO RUTILO che registra un trionfo su i Privernati

356 - Consoli, M. POPILIO LENATE e M. FABIO AMBUSTO. Dittatore ancora RUTILO con un trionfo sui Tusci.
* Nasce ALESSANDRO MAGNO, figlio di Filippo II di Macedonia e Olimpiade

355 - In Roma sono eletti i due consoli,   M. VALERIO PUBLICOLA e C. SULPICIO PETICO

354 - Nominati consoli,  T. QUINTIO PENNO CAPITOLINO, con M. FABIO AMBUSTO con un trionfo sui Tiburtini in rivolta.
*  Preneste e Tivoli si ricongiungono con Roma. Trattato tra Romani e Sanniti per far fronte unico contro i Galli e anche per impedire le velleità di espansione dei popoli limitrofi

353 - Consoli M. VALERIO PUBLICOLA e C. SULPICIO PETICO. Dittatore MANLIO IMPERIOSO con un trionfo contro i Ceriti.
* Roma stipula  un trattato con Cerveteri; gli riconosce la cittadinanza ma senza diritto al suffragio né il diritto a decidere una guerra o fare una pace con altri paesi che sono nemici dei romani.  Roma é in continua espansione;  nelle relazioni anche con le altre comunità presenti nel suo territorio, stabilisce due tipi di relazioni: di dipendenza e di indipendenza.  A suo inappellabile giudizio nel primo (che sono poi colonie) può benissimo rifiutare di dare il suffragio, e nelle seconde stipulare trattati  ma solo se graditi ed  equi (civitates peregrinae)

352 - I nuovi consoli sono: C. MARCIO RUTILIO e P. VALERIO PUBLICOLA.  - Con la minaccia  di una guerra da parte degli etruschi é nominato dittatore C. GIULIO IULLO; per i preparativi dell'esercito e l'accelerazione dei lavori sulla cinta muraria

351 - Consoli, T. QUINTIO PENNO CAPITOLINO CRISPINO e C. SULPICIO PETICO. Dittatore,   M . FABIO AMBUSTO, che ha un incarico: quello di vigilare militarmente sull'andamento regolare dei comizi consolari

350 - Consoli L. CORNELIO SCIPIONE e M. POPILIO LENATE. Quest'ultimo nella campagna militare contro i Galli é ferito, mentre il suo collega si ammala. E' nominato dittatore L. FURIO CAMILLO. Compito: ordine nello svolgimento di   regolari comizi.
* Con l'etrusca Tarquinia (poi aderisce anche Faleri Veteres)  Roma stipula un trattato di pace della durata di 40 anni.
*  Perdita di terreni  per gli etruschi anche nell'Italia Cisalpina; i piccoli insediamenti sono travolti dai Galli Celti, che in questo periodo si spingono in massa fino in Emilia. Una delle ultime tribù, i Boi,  occupano Felsina, e fondano una nuova città  che chiamano con il  nome della loro tribù:  Bononia (Od. BOLOGNA).
*  Babilonia;  un gruppo di Astronomi si trasformano con le conoscenze del cielo in Astrologhi; s'inventano lo ZODIACO

349 - Consoli, AP. CLAUDIO CRASSO e L. FURIO CAMILLO. Dittatore per l'ordine pubblico nei comizi T. MANLIO IMPERIOSO

348 - Consoli, M. POPILIO LENATE e M. VALERIO CORVO. - Roma con Cartagine stipula un nuovo trattato: chiusura del Mediterraneo occidentale al traffico romano-latino, ma libertà di commercio con la Sicilia e Cartagine. Roma inoltre garantisce da eventuali attacchi cartaginesi le città latine a Roma soggette.
* Muore in Atene PLATONE, dopo aver terminato Le leggi e Politico, gli ultimi dialoghi da affiancare a Repubblica

347 - Consoli a Roma, T. MANLIO IMPERIOSO TORQUATO e C. PLAUTIO VENNONE

346 - Eletti consoli, M. VALERIO CORVO e C. PETILIO LIBONE VISOLO.  Il primo è registrato nei Fasti trionfali con una vittoria militare riportata sugli Anziati, Volsci e Satricani

345 - Consoli, SER. SULPICIO CAMERINO RUFO e M. FABIO DORSUONE. Dittatore L. FURIO CAMILLO, registrato sui Fasti trionfali dell'anno per una spedizione vittoriosa contro i Latini e gli Aurunci. Con piena sottomissione di questi ultimi a Roma

344 - Consoli a Roma,  T. MANLIO IMPERIOSO TORQUATO e C. MARCIO RUTILIO. Nuovo dittatore, P. VALERIO PUBLICOLA
* Rivoluzione in Sicilia. Siracusa aiutata dai Corinzi (di Timoleonte), costringono alla fuga in Grecia  il tiranno Dionisio

343 -  Dopo l'elezione a consoli di A. CORNELIO COSSO ARVINA e M. VALERIO CORVO, quest'ultimo é subito impegnato in una guerra, a seguito di una decisione del senato molto sofferta: iniziare la  GUERRA SANNITICA, nonostante un trattato di pace e di alleanza contro i Galli  stipulato con i sanniti  nel 354 -  Ma  a Capua c'è stata una rivolta razziale degli abitanti per le continue migrazioni  di   Sanniti nella loro città; hanno chiesto aiuto ai romani offrendo in caso di vittoria la propria città.  A condurre la prima spedizione é il console Valerio Corvo, che ottiene a Cuma, a Monte Gaura una  vittoria sui Sanniti.
* I fasti registrano questa vittoria con un trionfo a Corvo indicandola coma la   PRIMA GUERRA SANNITICA

342 - Consoli a Roma, C. MARCIO RUTILO e Q. SERVILIO AHALA.   E' rinnovata la dittatura a VALERIO CORVO, che questa volta deve accorrere a Capua non per i Sanniti che ha sbaragliato, ma contro i sui soldati che si sono improvvisamente ammutinati.
* Grecia:- ARISTOTELE si reca a Pella chiamato da Filippo di Macedonia, come precettore di ALESSANDRO.

341 - Consoli a ROMA L. EMILIO MAMERCINO e C. PLAUTIO VENNONE. - Placata la rivolta dei soldati romani di Capua, poi riuniti per una nuova battaglia, é colta un'altra vittoria contro i Sanniti, a Suessula. Capua resta però presidiata dai romani.
* In Sicilia il corinzio Timoleonte sbarazzatosi di Dionisio, rivolge l'attenzione contro i Cartaginesi di  Amilcare.
* Nasce a Samo EPICURO, il filosofo della serenità interiore; fondatore della sua famosa scuola ionica, ad Atene

340 -  Consolato di T. MANLIO IMPERIOSO e P. DECIO MURE.- Rivolta dei Latini. Rimasti arroccati nei loro villaggi (rimasti tali) e vedendo spartire l'agro romano,  di cui pur non avendolo mai occupato ne vantano il possesso, si ribellano a una nuova spartizione che i romani stanno completando. Avanzano parità di diritti e dichiarano tutti uniti guerra a Roma. La prima battaglia  detta del Vesuvio è vinta dai romani anche se  Decio Mure resta ucciso combattendo anche lui in prima linea . Il dittatore nominato, L. Papirio Crasso, porta a termine questa prima fase della guerra che ha visto schierati oltre i latini, i campani e i sidicini.
* In Etruria, di questo periodo é la Tomba degli scudi  a Tarquinia, il sarcofago delle Amazzoni, e a Vulci i famosi sarcofaghi con coppie di sposi scolpite sui coperchi

339 - Consolato di Q. PUBLILIO FILONE e TI. EMILIO MAMERCINO. Nominato dittatore per continuare la guerra contro i Latini é   lo stesso Filone, che coglie una vittoria e il successivo trionfo nei Fasti , nella battaglia di Trifano.
*  Leggi di Publilio FILONE sull'effettivo valore che hanno i plebisciti nella vita politica di un paese.
* In Grecia, Filippo II organizza il nuovo rivoluzionario esercito (la falange) e introduce il servizio militare obbligatorio

338 -  Consolato di C. MENIO e L. FURIO CAMILLO. Quest'ultimo registra sui Fasti un trionfo sui Tiburtini. - Segue dopo le vicende dei latini ribelli,  in parte domati, la riorganizzazione del territorio. Come prima iniziativa: estinzione della vecchia lega latina e quindi inglobamento dei territori a Roma, lasciando agli abitanti solo il diritto di risiedervi  ma esclusi dalla cittadinanza romana e senza diritti al suffragio ( Fondi, Cuma, Formia, Capua). Mentre é concessa la cittadinanza romana a Lanuvio, Tuscolo, Nomento, Aricia. Mentre Anzio, è trasformata in una colonia romana. - Ma già nascono forti contrasti con i confinanti dei Latini ribelli e con i Campani.

337 - Consolato di P. ELIO PETO e C. SULPICIO LONGO. Dittatore, C. CLAUDIO CRASSO, poi subito rimosso. Si registra (ma è dubbia) per la prima volta una carica di Pretore a un plebeo.

336 - Consolato di K. DUILLIO e L. PAAPIRIO CRASSO; poi nel corso dell'anno (forse una sostituzione) CESONE VALERIO.
* In Grecia muore assassinato Filippo II di Macedonia. Suo successore il figlio ALESSANDRO MAGNO;  dai greci é subito eletto comandante per una grande spedizione contro la Persia di Dario  III.

335 - Consolato di M. VALERIO CORVO e M. ATTILIO REGOLO CALENO. Nomina a dittatore, M. VALERIO MAMERCINO

334 - Consolato di  T. VETURIO CALVINO e SP. POSTUMIO ALBINO(O CAUDINO).  Cales diventa una colonia romana.

333 - E' sospeso l'elezione dei consoli. Nominato solo un dittatore (anno dittatoriale) P. CORNELIO RUFINO.

332 - Rirona il consolato con A. CORNELIO COSSO ARVINA e CN. DOMIZIO CALVINO. Dittatore M. PAIRIO CRASSO.
*  ALESSANDRO  Magno conquista l'Egitto, fonda Alessandria, insegue poi Dario III fino a Ninive, lo sbaraglia ad Arbela; conquista Babilonia e Persepoli, e  prosegue la grande spedizione  in Asia.

331 - Consolato di M. CLAUDIO MARCELLO e C. VALERIO POTITO (o Flacco). Dittatore, CN. QUINTI CAPITOLINO. Quest'ultimo deve intervenire in una insolita questione. Molto diffusa tra le matrone la confezione di veleni, dopo un famoso processo, é promulgatai una legge che vieta il confezionamento   di prodotti venefici.

330 - Sono eletti al consolato  L. PLAUTIO VENNONE (O VENNOCE) e L. PAPIRIO CRASSO.
* ARISTOTELE scrive Fisica.

329 - Consoli,  G. PLAUTO DECIANO E L. EMILIO MAMERCINO. Entrambi un trionfo  per una vittoria sui Privernati.
* E' annessa a Roma come colonia romana la città di Anxur (Terracina) vantando   pieni diritti.