LA MORTE DI STALIN -  
              IL XX CONGRESSO COMUNISTA IN URSS

La morte di Stalin e il
XX Congresso del Partito Comunista Sovietico

Nel 1953 si verifico' un avvenimento di grande importanza, che intervenendo direttamente nel rapporto tra i due blocchi era destinato a modificare in profondita' la situazione creatasi nel dopoguerra: la morte di Stalin.

La scomparsa del dittatore sovietico diede il via, all'interno del gruppo dirigente dell'URSS, a una dura lotta per la successione. L'atteggiamento meno intransigente che, tuttavia, caratterizzo' la politica estera sovietica dei successori di Stalin porto' sin dall'inizio a risultati positivi: nello stesso
1953 si ebbe infatti la pace in Corea.

Ma il fatto nuovo piu' sostanziale della politica sovietica fu l'aspra requisitoria antistaliniana tenuta nel 1956 dal nuovo primo ministro KRUSCIOV durante il XX Congresso del Partito Comunista dell'URSS. Egli critico' duramente la direzione politica di Stalin, accusando il defunto dittatore di aver istituito a proprio vantaggio una sorta di "culto della personalita'", contrario alle dottrine socialiste e alle tradizioni proletarie. L'eco del mondo fu grandissima, sia in Occidente sia nei paesi comunisti.

In UNGHERIA, dove erano al potere uomini che erano stati particolarmente legati a Stalin, si verifico' nell'ottobre 1956 un tentativo di rovesciare il regime comunista, che fu poi soffocato dall'intervento sovietico.

Nonostante la dolorosa esperienza ungherese, le asprezze della guerra fredda si attenuarono e si passo' in pochi anni all'idea che, nonostante il contrasto di fondo tra i due tipi di societa' che USA e URSS rappresentavano, queste potessero coesistere e mantenere la pace nel mondo.