L'ASCESA DELLA POTENZA TEDESCA
            SVILUPPI PROBLEMI  DELLA CIVILTA' INDUSTRIALE


L'ascesa della potenza tedesca

Nel 1862 Otto von Bismarck, divenuto cancelliere di Prussia, diede inizio a una dinamica azione politica volta a riunire gli Stati in cui era divisa la Germania in una potente unita' politica sotto la guida della Prussia.

La prima azione di Bismarck si ebbe con il conflitto tra Prussia e Danimarca per il possesso dei ducati di Schleswig e Holstein. La Prussia, vittoriosa di fronte all'opposizione austriaca a tale annessione, venne a conflitto con l'Austria e riusci' a garantirsi la neutralita' della Francia e l'alleanza dell'Italia. Nel 1866, nelle vicinanze di Sadowa in Boemia, il modernissimo esercito prussiano ottenne una decisiva vittoria.

Con la pace di Praga l'Austria era costretta a riconoscere la Confederazione degli Stati prussiani sotto la presidenza del re di Prussia.

L'Austria dovette concedere l'autonomia agli Ungheresi: l'impero si trasformo' cosi' in impero austro-ungarico: i due paesi erano distinti ma governati da uno stesso monarca. Il sorgere della nuova potenza prussiana non poteva non preoccupare Napoleone III, che aveva visto diminuire il suo prestigio a causa di una irresoluta politica sociale.

In seguito Napoleone III fu trascinato in guerra dalla Prussia. La clamorosa vittoria prussiana a Sedan (1870) costrinse la Francia a chiedere l'armistizio.
All'indomani della disfatta, la Francia si diede un governo repubblicano e dopo aver tentato un'inutile resistenza dovette accettare le pesanti condizioni di pace. A Parigi, la disfatta militare ebbe come contraccolpo la formazione della Comune soffocata nel sangue dal governo legittimo.

Nel 1871 Guglielmo I di Prussia fu proclamato imperatore di Germania. Ebbe allora inizio l'ascesa militare, politica ed economica del nuovo Stato tedesco.

Sviluppo e problemi della civilta' industriale

Lo sviluppo tecnico e industriale degli ultimi trent'anni del secolo scorso, tra i piu' ricchi di invenzioni e innovazioni nela storia d'Europa, creo' una condizione d'euforico ottimismo per le capacita' umane e trasformo' non solo l'aspetto ma lo stesso spirito della societa' europea.

Nacquero in questi anni quelle che in parte restano ancor oggi le piu' grandi industrie e si affermo' sempre piu' l'importanza delle banche. Le potenze europee nell'affannosa ricerca di materie prime e di nuovi mercati fecero a gara nell'impadronirsi dei territori d'Africa e d'Asia.
Un progresso cosi' eccezionale in campo economico non poteva non trasformare le stesse strutture della societa': sorsero in questo periodo nei paesi industrializzati le grandi organizzazioni politiche e sindacali di massa, le cui rivendicazioni attrassero sempre piu' l'attenzione dei governi. L'uomo che, con il suo pensiero e la sua azione, fece coscienti le masse lavoratrici della loro forza e degli obiettivi che dovevano raggiungere fu Karl Marx, il quale cerco' di spiegare scientificamente le leggi che regolano lo sviluppo della societa'. Secondo Marx, la storia e' soprattutto lotta tra le diverse classi sociali; dopo il predominio dell'aristocrazia feudale e della borghesia, il proletariato instaurera' un nuovo ordinamento della societa': in esso, abolita la proprieta' privata dei mezzi di produzione e lo sfruttamento, sara' finalmente realizzata la giustizia sociale.

La diffusione del pensiero di Marx tra le masse lavoratrici diede ben presto nuova forza e nuovo slancio alla loro azione.

I grandi mutamenti in campo economico e sociale trasformarono intanto le idee e crearono nuove correnti di pensiero (positivismo), che a loro volta determinarono importantissime scoperte di alto valore scientifico.