NAPOLEONE IN ITALIA
                DALL'IMPERO ALLA TRAGEDIA

Dall'impero alla tragedia

Nel 1804 Napoleone tocco' l'apogeo della sua gloria; sorretto da una borghesia ricca e potente, alla testa dell'esercito piu' forte d'Europa, sembrava che il suo impero non potesse conoscere il tramonto. Ma i suoi avversari non rinunciavano alla lotta. Quasi tutti i paesi d'Europa, primi tra questi
Inghilterra, Austria e Russia, si coalizzarono nuovamente contro Napoleone, ma furono battuti in diverse battaglie tra cui quella di Austerlitz (1805).

L'unica vittoria fu colta dalla flotta inglese comandata da Nelson, a Trafalgar, nello stesso anno. Padrone ormai di gran parte d'Europa, Napoleone creo' intorno alla Francia degli Stati satelliti, cui pose a capo suoi familiari e amici fidati: sorsero cosi' la Confederazione del Reno, il regno di Olanda, il regno d'Italia (1805), il regno di Napoli (1806), il regno di Vestfalia (1807), il granducato di Varsavia. Le armate di Napoleone intanto non conoscevano sconfitte.

Contro l'unica nazione che non era riuscito a sconfiggere sul campo, l'Inghilterra, Bonaparte bandi' il "blocco continentale", ossia la chiusura di tutti i porti europei alle navi inglesi. Per realizzare tale disegno, Napoleone invase Portogallo e Spagna, ai cui porti si appoggiavano le navi inglesi. Ma in Spagna le sue truppe non riuscirono a imporsi e dovettero affrontare una lunga e dura guerriglia.

I popoli di tutta Europa cominciavano ormai a vedere in Napoleone, che spesso avevano accolto come apportatore di liberta', un tiranno. Nel 1809 fu sconfitta a Wagram una quinta coalizione antifrancese; e Napoleone non esito' a imprigionare e deportare anche il papa Pio VII, che si era opposto ai suoi voleri. Ma l'ambizione di Napoleone non era sazia: nel 1812 si accinse alla sua piu' grande spedizione: l'invasione della Russia con un'armata di oltre 500.000 uomini. L'abile tattica dei Russi, che preferirono evitare grandi battaglie campali, lasciando al gelo dell'inverno e alla mancanza di rifornimenti il compito di annientare l'avversario, obbligo' l'armata di Napoleone a una tragica ritirata che si concluse con la sua quasi totale distruzione.

Approfittando di questa sconfitta, Svezia, Russia, Inghilterra, Austria e Prussia si coalizzarono nuovamente e nel 1813 riuscirono a battere a Lipsia Napoleone, che fu costretto ad abdicare (1814). Sul trono di Francia sali' Luigi XVIII, fratello di Luigi XVI. Al Bonaparte fu lasciato come minuscolo
regno l'isola d'Elba: da qui Napoleone organizzo' un suo ritorno al potere e nel marzo del 1815 rientro' in Francia. Il suo governo non duro' che cento giorni: Austriaci, Prussiani e Inglesi (settima coalizione) gli inflissero una definitiva sconfitta a Waterloo (18 giugno 1815).

Relegato nell'isola di Sant'Elena dagli Inglesi, Napoleone vi mori' il 5 maggio 1821. In Italia, alla quale la dominazione napoleonica aveva portato i vantaggi di importanti riforme amministrative e l'abolizione di diversi privilegi feudali, la caduta di Napoleone segno' il ritorno dei vecchi sovrani.

La Lombardia e il Veneto formarono il regno lombardo-veneto, sotto il dominio del'imperatore austriaco.